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DACIA MARAINI ospite del programma radiofonico Letteratitudine in Fm di lunedì 16 gennaio 2017 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino) con riferimento al volume “Non chiedermi quando. Romanzo per Dacia” di Concita De Gregorio (Rizzoli)

In Fm e in streaming su Radio Hinterland

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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È stata Dacia Maraini l’ospite della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 16 gennaio 2017 (che è anche la prima puntata del 2017). Ne approfittiamo per augurare buon anno a tutti gli ascoltatori!

Nell’ambito della puntata, con Dacia Maraini abbiamo discusso del libro scritto da Concita De Gregorio, dedicato alla stessa Dacia, intitolato “Non chiedermi quando. Romanzo per Dacia” (Rizzoli).

È stata anche l’occasione per intraprendere un breve viaggio nel passato. Tra le altre cose Dacia ha ricordato il periodo, dei suoi primissimi anni, trascorso all’interno del campo di concentramento in Giappone (dove è stata detenuta insieme ai suoi famigliari). Abbiamo discusso di letteratura, di teatro e di altro ancora cogliendo gli spunti offerti dal libro di Concita De Gregorio.

Nella seconda parte della puntata, in accordo con Concita De Gregorio (già nostra ospite in precedenti puntate), Massimo Maugeri ha letto le prime pagine del libro.

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“Non chiedermi quando. Romanzo per Dacia” di Concita De Gregorio (Rizzoli)

Ci sono scrittrici che hanno fatto delle storie la propria vita, trasformando la propria vita in una storia irripetibile. Dacia Maraini è una di queste. Davanti all’inconfondibile azzurro dei suoi occhi ha sfilato una folla di personaggi straordinari, che tra le pagine di questo romanzo di rara e felice libertà narrativa prendono corpo e voce per farsi fotografia mobile di un’Italia che non c’è più. Lo sguardo intimo e acuto di Concita De Gregorio fa emergere dallo sfondo, come istantanee senza tempo, le figure di Fosco e Topazia, genitori ribelli e coraggiosi, gli amici intellettuali e artisti, da Pasolini a Maria Callas fino a Visconti, e poi Moravia e le passioni che hanno abitato l’esistenza di Dacia: il femminismo, il teatro, i viaggi. E la scrittura, infine, sempre e solo la scrittura, compagna fedele e termometro di una vita che solo come romanzo poteva essere raccontata.Intrecciando e mettendo a nudo i ricordi con il pudore e il coraggio del vero scrittore, Concita De Gregorio ci conduce per mano nelle luminose stanze della memoria di una delle autrici più amate dei nostri giorni. Dove l’eccezionalità diventa la regola e il mondo la nostra libertà.Un libro uguale a nessun altro.


Concita De Gregorio, giornalista e scrittrice, firma storica de “la Repubblica” ed ex direttore de “l’Unità”, per RaiTre ha curato e condotto Pane quotidiano, ha ideato e conduce FuoriRoma. È autrice di romanzi e saggi tra cui Una madre lo sa (2006), Così è la vita (2011), Io vi maledico (2013), Mi sa che fuori è primavera (2015) e Cosa pensano le ragazze (2016).

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

 

regia: Federico Marin

 

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La colonna sonora della puntata: la sinfonia n. 9 di Beethoven – esecuzione della Philadelphia Orchestra diretta da Riccardo Muti

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JEAN-CHRISTOPHE GRANGÉ con “Il rituale del male” (Garzanti – traduzione dal francese di Paolo Lucca) ospite del programma radiofonico Letteratitudine in Fm di lunedì 12 dicembre 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino).

 

 

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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Lo scrittore francese Jean-Christophe Grangé è stato l’ospite della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 12 dicembre 2016. Ringraziamo Francesca Ilardi per il servizio di traduzione simultanea.

Con Jean-Christophe Grangé abbiamo discusso del suo romanzo – un thriller – intitolato “Il rituale del male” (Garzanti – Traduzione dal francese di Paolo Lucca).

Di seguito, informazioni sul libro.

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Il rituale del male” (Garzanti – Traduzione dal francese di Paolo Lucca) di Jean-Christophe Grangé

L’aria è malvagia sull’isola di Sirling, al largo della costa bretone. Un’aria salmastra, appiccicosa, in cui l’odore del mare si mescola alle immagini di un macabro rituale, al ricordo di un uomo, uno spietato serial killer dalla firma inconfondibile. L’Uomo Chiodo, però, ha smesso di colpire da più di quarant’anni. Nel 1971. A Lontano, nel cuore del Congo.
Ma i segni di quei terribili omicidi emergono ora dal limbo del tempo in una base militare di fulgida tradizione. Il corpo di un giovane cadetto, dilaniato da un’esplosione, viene ritrovato all’interno di un bunker. I rilievi del medico legale non lasciano dubbi: il corpo è stato trafitto da centinaia di chiodi arrugginiti, gli organi asportati, gli arti orrendamente mutilati. A occuparsi del caso, stranamente, non è la polizia militare, ma la prestigiosa squadra Omicidi di Parigi, guidata dal comandante Erwan Morvan. Erwan è figlio di quel Grégoire Morvan che, proprio a Lontano, aveva messo fine alla scia di sangue dell’Uomo Chiodo, quello che sulle risorse minerarie del Congo ha costruito la propria fortuna e che ora, da una posizione defilata, comanda le leve della polizia francese. E mentre le vittime si moltiplicano e gli indizi si fanno via via più evanescenti, il fantasma dell’Uomo Chiodo torna a braccare i Morvan e a scuotere dalle fondamenta il buon nome di una famiglia in apparenza inattaccabile. Ben presto l’indagine costringe Erwan sulle tracce delle più oscure gesta di suo padre in Africa, trasformandosi in una sfida che oltrepassa le leggi dello spazio e del tempo, in cui nessuno è senza colpa e nessuno conosce la verità. Una corsa sfrenata per salvare chi ama, che condurrà Erwan lontano dalla Francia, nel cuore del Congo oscuro e sanguinoso che ha tenuto a battesimo la sua stessa esistenza.
Tradotto in trenta lingue, Jean-Christophe Grangé è uno degli autori di thriller più venduti in tutto il mondo. Con Il rituale del male ha confermato il suo ruolo di re francese del noir, vendendo in un solo mese 200.000 copie e piazzandosi in cima alle classifiche dei bestseller. Una storia che intreccia passato e presente, Europa e Africa, moderne tecniche investigative, superstizioni e credenze religiose, conquistando il lettore con la potenza selvaggia di un mito antico.

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Jean-Christophe Grangé è autore di romanzi di grandissimo successo che hanno ampliato i confini del thriller tradizionale: Il volo delle cicogne, I fiumi di porpora, Il concilio di pietra, L’impero dei lupi, La linea nera, Il giuramento, Miserere, L’istinto del sangue. I suoi libri, tradotti in tutto il mondo e venduti in milioni di copie, sono pubblicati in Italia da Garzanti. Spesso sono stati portati sul grande schermo, e I fiumi di porpora ha vinto il premio Grinzane Cinema 2007 per il miglior libro da cui è stato tratto un film.

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La colonna sonora della puntata: “Show me the Way” di Papa Wemba; “Africa” dei Toto; “Mobembo” di Papa Wemba.

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ALBERTO ROLLO con “Un’educazione milanese” (Manni) ospite del programma radiofonico Letteratitudine in Fm di lunedì 5 dicembre 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino). Nella seconda parte della puntata discutiamo anche del nuovo libro di Roberto Saviano: “La paranza dei bambini” (Feltrinelli)

 

 

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Alberto Rollo è stato l’ospite della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 5 dicembre 2016.

Con Alberto Rollo abbiamo discusso del suo primo romanzo intitolato “Un’educazione milanese” (Manni). Di seguito, informazioni sul libro.

Nella seconda parte della puntata, con Alberto Rollo (stavolta nel suo ruolo di direttore letterario della casa editrice Feltrinelli) abbiamo discusso del romanzo di Roberto SavianoLa paranza dei bambini (Feltrinelli).

Nalla parte finale della puntata, la lettura dell’incipit di “La paranza dei bambini”.

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Un'educazione milanese Un’educazione milanese” (Manni) di Alberto Rollo

Il romanzo di una città e di una generazione

“Cerco ponti in cui lo spaesamento e il sentirmi a casa coincidano. E su quei ponti finiscono con l’apparire, teneri e meridiani, i fantasmi che mi riconducono là dove io sono cominciato e dove è cominciata, per me, questa città.”

Questa è una ricognizione autobiografica ed è il racconto della città che l’ha ispirata.
Si entra nella storia dagli anni Cinquanta: l’infanzia nei nuovi quartieri periferici, con le paterne “lezioni di cultura operaia”, le materne divagazioni sulla magia del lavoro sartoriale, la famiglia comunista e quella cattolica, le ascendenze lombarde e quelle leccesi, le gite in tram, le gite in moto, la morte di John F. Kennedy e quella di papa Giovanni, Rocco e i suoi fratelli, l’oratorio, il cinema, i giochi, le amicizie adolescenziali e i primi amori fra scali merci e recinti incustoditi.
E si procede con lo scatto della giovinezza, accanto l’amico maestro di vita e di visioni, sullo sfondo le grandi lotte operaie, la vitalità dei gruppi extraparlamentari, il sognante melting pot sociale di una generazione che voleva “occhi diversi”.
A questa formazione si mescola la percezione dell’oggi, il prosciugamento della città industriale, i progetti urbanistici per una Grande Milano, le trasformazioni dello skyline, il trionfo della capitale della moda e degli archistar.
Un romanzo autobiografico magistralmente scritto, lo sguardo teso della visione: la storia di una città, di una generazione.

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Alberto Rollo è nato a Milano nel 1951. Dal 2005 è Direttore letterario della casa editrice Feltrinelli, dove lavora da oltre vent’anni. Nei decenni Ottanta e Novanta ha firmato recensioni di libri, teatro e cinema per vari quotidiani nazionali, e saggi su riviste (“Belfagor”, “Quaderni Piacentini”, “Ombre Rosse”, “Il Maltese”, Tirature); è stato collaboratore di “Linea d’Ombra” e ha tradotto autori inglesi e americani contemporanei, da Jonathan Coe a William Faulkner. Ha scritto per il teatro e ha realizzato documentari per la tv. Un’educazione milanese è la sua prima opera di narrativa.

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“La paranza dei bambini” di Roberto Saviano (Feltrinelli)

roberto saviano la paranza dei bambini - materiale promoNe abbiamo discusso nella seconda parte della puntata con Alberto Rollo (con una lettura dell’incipit del libro)

Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Quindicenni dai soprannomi innocui – Maraja, Pesce Moscio, Dentino, Lollipop, Drone –, scarpe firmate, famiglie normali e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. Adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. Non temono il carcere né la morte, perché sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Sanno che “i soldi li ha chi se li prende”. E allora, via, sui motorini, per andare a prenderseli, i soldi, ma soprattutto il potere.
La paranza dei bambini narra la controversa ascesa di una paranza – un gruppo di fuoco legato alla Camorra – e del suo capo, il giovane Nicolas Fiorillo. Appollaiati sui tetti della città, imparano a sparare con pistole semiautomatiche e AK-47 mirando alle parabole e alle antenne, poi scendono per le strade a seminare il terrore in sella ai loro scooter. A poco a poco ottengono il controllo dei quartieri, sottraendoli alle paranze avversarie, stringendo alleanze con vecchi boss in declino.
Paranza è nome che viene dal mare, nome di barche che vanno a caccia di pesci da ingannare con la luce. E come nella pesca a strascico la paranza va a pescare persone da ammazzare. Qui si racconta di ragazzini guizzanti di vita come pesci, di adolescenze “ingannate dalla luce”, e di morti che producono morti.
Roberto Saviano entra implacabile nella realtà che ha sempre indagato e ci immerge nell’autenticità di storie immaginate con uno straordinario romanzo di innocenza e sopraffazione. Crudo, violento, senza scampo.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

 

regia: Federico Marin

 

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La colonna sonora della puntata: “Milano” di Lucio Dalla; “New York State Of Mind” di Billy Joel; “Milano” di Luca Carboni.

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MATTEO STRUKUL con “I Medici” (Newton Compton) e MARILÙ OLIVA con “Questo libro non esiste” (Elliot) in radio a Letteratitudine in Fm di lunedì 28 novembre 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)

 

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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Matteo Strukul e Marilù Oliva sono stati gli ospiti della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 28 novembre 2016.

Con Matteo Strukul abbiamo discusso del suo nuovo romanzo intitolato “I Medici. Una dinastia al potere” (Newton Compton) e dell’intera saga dedicata ai Medici.

Con Marilù Oliva abbiamo discusso del suo nuovo romanzo intitolato “Questo libro non esiste” (Elliot).

 

Di seguito, la schede dei libri protagonisti della puntata.

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Foto Cover di I Medici. Una dinastia al potere, Libro di Matteo Strukul, edito da Newton ComptonMatteo Strukul – “I Medici. Una dinastia al potere” (Newton Compton)

Firenze, 1429. Alla morte del patriarca Giovanni de’ Medici, i figli Cosimo e Lorenzo si trovano a capo di un autentico impero finanziario, ma, al tempo stesso, accerchiati da nemici giurati come Rinaldo degli Albizzi e Palla Strozzi, esponenti delle più potenti famiglie fiorentine. In modo intelligente e spregiudicato i due fratelli conquistano il potere politico, bilanciando uno spietato senso degli affari con l’amore per l’arte e la cultura. Mentre i lavori per la realizzazione della cupola di Santa Maria del Fiore procedono sotto la direzione di Filippo Brunelleschi, gli avversari di sempre continuano a tessere le loro trame. Fra loro c’è anche una donna d’infinita bellezza, ma dal fascino maledetto, capace di ghermire il cuore di un uomo. Nell’arco di quattro anni, dopo essere sfuggito a una serie di cospirazioni, alla peste e alla guerra contro Lucca, Cosimo finirà in prigione, rischiando la condanna a morte. Fra omicidi, tradimenti e giochi di palazzo, questo romanzo narra la saga della famiglia più potente del Rinascimento, l’inizio della sua ascesa alla Signoria fiorentina, in una ridda di intrighi e colpi di scena che vedono come protagonisti capitani di ventura senza scrupoli, fatali avvelenatrici, mercenari svizzeri sanguinari…

Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. Laureato in giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo, ha pubblicato diversi romanzi (La giostra dei fiori spezzati, La ballata di Mila, Regina nera, Cucciolo d’uomo, I Cavalieri del Nord, Il sangue dei baroni). Le sue opere sono in corso di pubblicazione in 20 Paesi e opzionate per il cinema. Nel 2016 ha pubblicato con la Newton Compton il primo romanzo della trilogia sui Medici, Una dinastia al potere: il libro è stato il caso editoriale della Fiera di Francoforte, i diritti di traduzione sono stati venduti in vari Paesi (tra cui Germania, Spagna e Inghilterra) ed è stato sin dall’uscita ininterrottamente in cima alle classifiche italiane di vendita. Matteo Strukul scrive per le pagine culturali del «Venerdì di Repubblica» e vive insieme a sua moglie Silvia fra Padova, Berlino e la Transilvania. Il suo sito internet è www.matteostrukul.com

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Foto Cover di Questo libro non esiste. Storia di una macchina del tempo, Libro di Marilù Oliva, edito da ElliotMarilù Oliva – “Questo libro non esiste” (Elliot)

Mathias, un aspirante scrittore, perde incautamente il manoscritto che sarebbe potuto diventare il libro della sua vita. Deciso a recuperarlo, comincia la spola tra gli editori e i critici cui ha spedito il cartaceo, ma un omicidio imprevisto ostacola i suoi piani, coinvolgendolo in prima persona. Intanto riemergono antiche nevrosi, come il demone del tempo o il ricordo del nonno materno, che l’ha cresciuto tra rimproveri e oppressioni, frustrando il suo sogno infantile di diventare astrofisico. Un capofamiglia taciturno e autoritario che aveva dedicato l’ultima fase della sua esistenza alla costruzione di una macchina del tempo, trasmettendo a Mathias la passione per il cielo e le stelle. Con gli anni questo amore per il firmamento si è trasformato in un prezioso strumento per classificare e decifrare l’animo umano: ogni amicizia, relazione, perfino l’amore può essere paragonato a una costellazione o a un elemento cosmico. Ed è forse nei misteri della volta celeste che il protagonista di questo originalissimo romanzo potrà cercare qualche indizio per far luce sul delitto, ma soprattutto un sentiero terreno che lo conduca a dare un senso alla propria vita.

Marilù Oliva vive a Bologna. Insegna lettere alle superiori e scrive. Ha pubblicato racconti per il web e testi di saggistica, l’ultimo è uno studio sulle correlazioni tra la vita e le opere del Nobel colombiano Gabriel García Márquez: Cent’anni di Márquez. Cent’anni di mondo (CLUEB, 2010). Collabora con diverse riviste letterarie, tra cui Carmilla, Thriller Magazine, Sugarpulp. Tra i suoi libri ¡Tú la pagarás! (Elliot 2011), Fuego (Elliot 2011) e Mala Suerte (2012), Le Sultane (2014), Lo Zoo (2015), La Squola (LiberAria, 2016). il suo sito internet è www.mariluoliva.net.

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La colonna sonora della puntata: “Venezia” di Francesco Guccini; “Lo straniero” di Georges Moustaki; “Hoochie Coochie” di Muddy Waters.

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MASSIMO CARLOTTO con “Il Turista” (Rizzoli) e GIORGIA LEPORE con “Angelo che sei il mio custode” (E/O) in radio a Letteratitudine in Fm di lunedì 14 novembre 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)

 

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Massimo Carlotto e Giorgia Lepore sono stati gli ospiti della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 14 novembre 2016.

Con Massimo Carlotto abbiamo discusso del suo nuovo romanzo intitolato “Il Turista” (Rizzoli).

Con Giorgia Lepore abbiamo discusso del suo nuovo romanzo intitolato “Angelo che sei il mio custode” (E/O – collezione Sabot/Age).

 

Di seguito, la schede dei libri protagonisti della puntata.

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Il TuristaMassimo Carlotto – “Il Turista” (Rizzoli)

Il Turista è un serial killer perfetto, diverso da ogni altro. Tanto per cominciare, non “firma” i suoi omicidi e non lancia sfide ai detective, perché farsi catturare è l’ultimo dei suoi desideri. È un mago del camuffamento, non uccide secondo uno schema fisso e mai due volte nella stessa città o nello stesso Paese: per questo lo chiamano il Turista. In più, non prova empatia né rimorso o paura, esercita un controllo totale sulla propria psicopatia. In altre parole, è imprendibile, l’incubo delle polizie di tutta Europa. Anche il più glaciale degli assassini, però, prima o poi commette un passo falso che lo fa finire in gabbia. Succede a Venezia – il territorio di caccia ideale per qualunque assassino – e la gabbia non è un carcere: è una trappola ben più pericolosa, tesa da qualcuno che in lui ha scorto la più letale delle opportunità. Anche Pietro Sambo ha fatto un errore, uno solo ma pagato carissimo. Adesso, ex capo della Omicidi, vive ai margini, con il cuore a pezzi. Poi arriva l’occasione giusta, quella per riconquistare onore e dignità. Ma per prendere il Turista dovrà violare di nuovo le regole, tutte, rischiando molto più della propria reputazione.Maestro riconosciuto del noir europeo, Massimo Carlotto ci ha abituato a spingere i confini dei generi dove nessuno è mai arrivato. Per scrivere il suo primo thriller ha fatto saltare ogni paradigma, costruendo una macchina narrativa che non offre certezze se non quella dell’adrenalina che mette in circolo.

Massimo Carlotto (Padova 1956) è uno dei più affermati autori italiani di noir. Ha esordito nel 1994 con Il fuggiasco, cui sono seguiti, tra gli altri, Le irregolari, Arrivederci amore ciao, L’oscura immensità della morte e la serie che ha per protagonista Marco Buratti detto “l’Alligatore”. È autore anche di testi per la radio e il teatro, di saggi, graphic novel, racconti, sceneggiature per il cinema e la tv.

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Giorgia Lepore – “Angelo che sei il mio custode” (E/O – collezione Sabot/Age)

L’ispettore Gregorio Esposito è tornato al lavoro, dopo alcuni mesi di convalescenza e di sospensione dal servizio. Si indaga sul ritrovamento dello scheletro di un bambino e sulla scomparsa di due minori.
Le indagini conducono a un posto antico e importante del Gargano: il santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo. In questo luogo si venera l’Arcangelo, ed è proprio lui ad avere un ruolo chiave nella vicenda.
A collaborare al caso viene chiamata da Roma Giovanna Aquarica, funzionario di polizia specialista in casi che vedono coinvolti minori. La donna, in una indagine personale, recupera dal suo passato informazioni che possono avere a che fare con la vita di Gerri, con la sua infanzia e con le porte chiuse che ancora ci sono nella sua memoria e che costringono l’ispettore a fare i conti con se stesso e con i propri sentimenti.
Giorgia Lepore ci regala un noir denso e profondo, dove ossessioni e segreti si rivelano nei meandri dell’animo umano e nelle viscere della terra.

Giorgia Lepore vive a Martina Franca. Archeologa, assegnista di ricerca di Archeologia e Storia dell’Arte Paleocristiana e Altomedievale all’Università degli studi di Bari, insegna Storia dell’Arte nelle scuole superiori e Storia dell’arte Medievale presso la facoltà di Beni culturali a Taranto. Con L’abitudine al sangue (Fazi, 2009) è stata finalista al Premio Acqui Storia. Le Edizioni E/O hanno pubblicato I figli sono pezzi di cuore.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

 

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La colonna sonora della puntata: “Venezia” di Francesco Guccini; “Lo straniero” di Georges Moustaki; “Hoochie Coochie” di Muddy Waters.

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PETER HOEG con “L’effetto Susan” (Mondadori) in radio a Letteratitudine in Fm di lunedì 31 ottobre 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)

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È stato lo scrittore danese Peter Høeg l’ospite della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 31 ottobre 2016. Ringraziamo Anna Lubin per il servizio di interpretariato.

Con Peter Høeg abbiamo discusso del suo nuovo libro “L’effetto Susan” (Mondadori)

 

Di seguito, la scheda del libro protagonista della puntata.

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Peter HøegL’effetto Susan” (Mondadori)

Susan Svendsen è una scienziata che si occupa di fisica quantistica, suo marito Laban un compositore affermato, assieme ai loro due gemelli adolescenti sono la Great Danish Family: la famiglia danese perfetta, ambasciatori culturali dell’Unesco, un simbolo per l’intera nazione. Durante un viaggio in India, però, la fotografia meravigliosa va in frantumi. Gli Svendsen sono accusati di una serie di reati, vengono divisi, rischiano di finire nella rete corrotta della giustizia indiana. Miracolosamente un funzionario danese riesce a tirare fuori Susan di prigione e a riportarli tutti in Danimarca. Ma la salvezza, e l’immunità dal processo indiano, hanno un prezzo. «Cosa faresti per riavere i tuoi figli?» «Qualunque cosa» risponde Susan. E così sarà. Le viene affidata una missione senza alternative: in una Copenaghen probabile e irreale, deve rintracciare i membri della misteriosa Commissione per il Futuro e il verbale della loro ultima riunione. Perché Susan? Perché lei ha un dono, far dire la verità a chiunque incontri. La partita è più pericolosa di quello che Susan poteva immaginare e la sua ricerca si trasforma presto in una lotta contro il tempo per scoprire gli indizi di un piano – forse mondiale – destinato a mettere in salvo solo pochi eletti prima di una imminente catastrofe planetaria. In Susan Svendsen ritornano i tratti indimenticabili di Smilla Qaavigaaq Jaspersen. Un’eroina capace da sola, con i propri singolari poteri, di sfidare i poteri più forti della terra in una battaglia contro le disuguaglianze sociali, l’inquinamento e le mutazioni climatiche che rischiano di distruggere l’Occidente. Peter Høeg costruisce un magistrale thriller preapocalittico che guarda con occhio affilato e acuto la nostra società contemporanea sull’orlo del precipizio.

Peter Høeg (Copenaghen, 1957) esordisce nel 1988 con il romanzo La storia dei sogni danesi, a cui seguono due anni dopo i Racconti notturni. Ma è con Il senso di Smilla per la neve (1994) che raggiunge la consacrazione, il romanzo ottiene un ampio riconoscimento di critica, diventa un bestseller internazionale e poi un film per la regia di Bille August, con Julia Ormond, Gabriel Byrne e Vanessa Redgrave. Successivamente ha pubblicato (in Italia sempre per Mondadori) I quasi adatti, La donna e la scimmia, La bambina silenziosa, I figli dei guardiani di elefanti.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

 

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La colonna sonora della puntata: “Suzanne” di Leonard Cohen; “Suzanne” di Fabrizio De André; “Susan” dei Buckinghams.

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MASSIMO ONOFRI con “Passaggio in Sicilia” (Giunti) in radio a Letteratitudine in Fm di lunedì 24 ottobre 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)


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È stato Massimo Onofri l’ospite della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 24 ottobre 2016.

Con Massimo Onofri abbiamo discusso del suo nuovo libro “Passaggio in Sicilia” (Giunti)

 

Di seguito, la scheda del libro protagonista della puntata.

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Massimo OnofriPassaggio in Sicilia” (Giunti)

Una vera e propria guida-romanzo da affiancare alla guida turistica, per entrare più profondamente nell’interiorità di una grande terra dalle stratificazioni culturali molteplici e complesse.

Dopo il successo di Passaggio in Sardegna il viaggio di Massimo Onofri continua in Sicilia: l’isola da sempre amata ma poi perduta nella nostalgia. E Onofri parte da lì, da dove lo avevamo lasciato, cioè dal centro della Sardegna, con lo stesso spirito di quelle camicie rosse che s’imbarcarono, 150 anni fa, da Quarto per Marsala.

Un viaggio verso quella terra-continente, bellissima e feroce, mitica e dolorosamente contemporanea, che i più grandi siciliani dell’ultimo scorcio del secolo scorso hanno patito come irredimibile. Ma i siciliani possono ancora salvarsi? Onofri vuole verificare, una volta di più, le ragioni d’una sconfitta che è metafisica, prima che storica e antropologica, affidandosi magari a una nuova speranza. (cambiare paragrafo)

Un viaggio fuori dei percorsi obbligati dall’esotismo di massa, alla ricerca di sé, del sé. Ecco, allora, Palermo sontuosamente inesistente, con la sua corda pazza, il suo vitalissimo senso di morte; Catania felicissima e mondana, col suo erotismo di natura e quotidiano; Enna, elegantissima, alta e sola; Comiso viva e cordiale; Siracusa dolcissima e utopica; Marsala in versi e prosa; Caltanissetta operosa e civile; Agrigento con e senza Pirandello; Messina che, alla fine di tutto, non c’è. E poi: i silenzi di Sciascia, gli ignoti marinai di Consolo, le euforie di Bufalino, le passioni di Guttuso e Buttitta, i sogni dipinti di Giuseppe Modica, e molto altro ancora.(cambiare paragrafo) Passaggio in Sicilia, una vera e propria guida-romanzo da affiancare alla guida turistica per entrare più profondamente nell’interiorità di una grande terra dalle stratificazioni culturali molteplici e complesse. Un’opera magmatica, ricchissima tanto di informazioni quanto di stimoli, di suggestioni, di illuminazioni; una originale nuova frontiera della narrazione.

Massimo Onofri insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Sassari. Collabora con «Avvenire», «Il Sole-24 Ore», «L’Indice dei Libri del Mese», «Nuovi Argomenti». Ha pubblicato, tra l’altro, “Storia di Sciascia” (1994-2004), “La ragione in contumacia. La critica militante ai tempi del fondamentalismo” (2007, Premio Brancati per la saggistica), “Recensire. Istruzioni per l’uso” (2008), “Il suicidio del socialismo. Inchiesta su Pellizza da Volpedo” (2009), “L’epopea infranta. Retorica e antiretorica per Garibaldi” (2011, Premio De Sanctis per l’Unità d’Italia). Per Giunti, nel 2015, è uscito con grande successo “Passaggio in Sardegna”.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

 

regia: Federico Marin

 

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La colonna sonora della puntata: “E vui durmiti ancora” (versione di Andrea Bocelli); “Marcia alla turca” (Mozart).

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MAURIZIO DE GIOVANNI con “Serenata senza nome. Notturno per il commissario Ricciardi” (Einaudi Stile Libero) e MARIANO SABATINI con “L’inganno dell’ippocastano” (Salani) in radio a Letteratitudine in Fm di lunedì 10 ottobre 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)


In Fm e in streaming su Radio Hinterland

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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Maurizio de Giovanni e Mariano Sabatini sono stati gli ospiti della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 10 ottobre 2016.

Con Maurizio de Giovanni abbiamo discusso del suo romanzo Serenata senza nome. Notturno per il commissario Ricciardi(Einaudi Stile Libero).

Con Mariano Sabatini abbiamo discusso del suo romanzo L’inganno dell’ippocastano(Salani).

Di seguito, dettagli sui libri protagonisti della puntata.

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Serenata senza nomeMaurizio de GiovanniSerenata senza nome. Notturno per il commissario Ricciardi(Einaudi Stile Libero)

Sono passati piú di quindici anni da quando Vinnie Sannino è emigrato in America, imbarcandosi di nascosto su una nave. Là ha avuto successo, è diventato campione mondiale di pugilato nella categoria dei mediomassimi. Ma il suo ultimo avversario, un pugile di colore, è morto, e lui non se l’è piú sentita di continuare. Adesso è tornato per inseguire l’amore mai dimenticato, Cettina, la ragazza che alla sua partenza aveva pianto disperata. La vita, però, è andata avanti anche per lei, che ora è donna e moglie. Vedova, anzi: perché il marito, un ricco commerciante, viene trovato morto. Qualcuno lo ha assassinato finendolo con un pugno alla tempia, simile a quello che, in una sera maledetta, Vinnie ha vibrato sul ring dall’altra parte del mondo. Per Ricciardi e Maione, e per i loro cuori, sarà davvero una brutta settimana di pioggia.

 

«Il cadavere era di un uomo grande e grosso, riverso di lato, le braccia strette al petto e le ginocchia contro il ventre. Il vestito che indossava era di buona fattura, e il soprabito, aperto, pareva nuovo e costoso, anche se sporco di fango. Poteva avere una cinquantina d’anni, forse meno. Il volto era tumefatto e la tempia sinistra recava una strana depressione».

Maurizio de Giovanni nasce nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Nel 2005 vince un concorso per giallisti esordienti con un racconto incentrato sulla figura del commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Il personaggio gli ispira un ciclo di romanzi, pubblicati da Einaudi Stile Libero, che comprende Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore e Anime di vetro. Nel 2012 esce per Mondadori Il metodo del Coccodrillo (Premio Scerbanenco), dove fa la sua comparsa l’ispettore Lojacono, ora fra i protagonisti della serie dei Bastardi di Pizzofalcone, ambientata nella Napoli contemporanea e pubblicata da Einaudi Stile Libero (nel 2013 è uscito il secondo romanzo della serie, Buio, nel 2014 il terzo, Gelo, e nel 2015 il quarto, Cuccioli). Nel 2014, sempre per Einaudi Stile Libero, de Giovanni ha pubblicato anche l’antologia Giochi criminali (con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli). In questo libro appare per la prima volta il personaggio di Bianca Borgati, contessa Palmieri di Roccaspina, sviluppato in Anime di vetro. Nel 2015 è uscito per Rizzoli il romanzo Il resto della settimana.
Per Einaudi è uscito nel 2016 Il metodo del coccodrillo. Tutti i suoi libri sono tradotti o in corso di traduzione in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Russia, Danimarca e Stati Uniti. De Giovanni è anche autore di racconti a tema calcistico sulla squadra della sua città, della quale è visceralmente tifoso, e di opere teatrali.

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L'inganno dell'ippocastanoMariano Sabatini L’inganno dell’ippocastano(Salani)

Non sono pochi i nemici di Ascanio Restelli: imprenditore di successo a un passo dalla candidatura a sindaco di Roma. Ma Viola Ornaghi, inviata a intervistarlo, non si aspettava certo di ritrovarlo morto, con la gola tagliata e due buchi al posto degli occhi. La giornalista perde la testa, non sa a chi chiedere aiuto. L’ultimo numero che ha chiamato è quello del suo collega Leo Malinverno… senza pensare, preme il tasto per richiamarlo. Scaltro e ironico, famoso per le sue inchieste scomode, Malinverno è forse la persona più adatta per proteggere Viola, coinvolta suo malgrado nell’effetto domino messo in moto dall’uccisione dell’imprenditore. Il giornalista affianca la polizia in un’indagine che rivela una trama criminale sempre più sfaccettata, in cui i testimoni si trasformano in protagonisti e gli innocenti, come spesso accade, pagano per i colpevoli… Un noir ambientato in una Roma tentacolare, dove imprenditoria, malavita, informazione e politica convivono non sempre pacificamente, e dove nessuno può mai considerarsi veramente al sicuro.
Una Roma splendida e insidiosa, una morte eccellente e due giornalisti a caccia della verità.

Mariano Sabatini, nato a Roma nel 1971, è giornalista e scrittore. Dagli anni Novanta ha lavorato per quotidiani, periodici e web, curando rubriche e scrivendo pezzi di attualità, cultura e spettacoli. È stato autore per TMC e per la Rai (Tappeto volante, Parola mia, Uno Mattina) e poi temuto critico televisivo, ma gli riesce ancora difficile spiegare alle figlie che sta lavorando quando siede davanti al televisore. Ha ideato e condotto rubriche su radio nazionali e locali, e come commentatore è molto presente sui grandi network. Ha scritto diversi libri, tra i quali Trucchi d’autore, Ci metto la firma, È la Tv, bellezza!, L’Italia s’è mesta, ma questo è il suo primo romanzo. In casa scrive e cucina, avendo però il sospetto di essere più apprezzato come cuoco.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

 

regia: Federico Marin

 

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La colonna sonora della puntata: “Hurricane” di Bob Dylan; “Private Investigations” dei Dire Straits.

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CATHLEEN SCHINE con “Le cose cambiano” (Mondadori – traduzione di Stefano Bortolussi) in radio a Letteratitudine in Fm di lunedì 3 ottobre 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)


In Fm e in streaming su Radio Hinterland

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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È stata la scrittrice americana Cathleen Schine l’ospite della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 3 ottobre 2016. Ringraziamo Anna Lubin per il servizio di interpretariato.

Con Cathleen Schine abbiamo discusso del suo romanzo Le cose cambiano” (Mondadori – traduzione di Stefano Bortolussi).

Nella seconda parte della puntata, la lettura delle prime pagine del romanzo.

Di seguito, dettagli sul libro protagonista della puntata.

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Le cose cambianoCathleen SchineLe cose cambiano” (Mondadori – traduzione di Stefano Bortolussi)

La famiglia Bergman è una grande famiglia allargata, un vero e proprio clan, da sempre molto unita. Ma poiché le famiglie non si limitano a crescere, ma con il tempo inevitabilmente invecchiano, arriva il momento in cui bisogna affrontare una serie di problemi. Joy, matriarca formidabile, ormai molto in là con gli anni, pur essendo ancora una donna attiva e impegnata nel suo lavoro di curatrice di un piccolo museo, sta cominciando a mostrare le avvisaglie tipiche dell’età e i suoi due figli, Molly e Daniel, si ritrovano spiazzati. Quando il suo amatissimo marito Aaron, compagno di una vita intera, muore, non sanno come gestire la solitudine e la disperazione della madre. E non hanno messo in conto la ricomparsa nella vita di Joy di un suo ardente corteggiatore dei tempi del college. Soprattutto non potevano prevedere la repentina ribellione di una madre che, determinata a non perdere la propria autonomia, sembra comportarsi come i suoi figli quando erano giovani… Spesso il viaggio verso la vecchiaia è difficile e fa paura sia a chi lo vive, e cerca un modo tutto suo per adattarvisi, sia alle persone intorno, che provano per i genitori un misto di amore, ansia, timore e incomprensione. Le cose cambiano è un romanzo profondamente umano, sincero e commovente che racconta il sopraggiungere della vecchiaia con grande dignità e rispetto, grazia ed empatia. Cathleen Schine, profonda osservatrice dell’universo familiare e delle relazioni umane, in questo romanzo dà il meglio di sé, senza mai rinunciare al suo innato senso dell’umorismo e alla sua penna sempre elegante.

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Cathleen Schine è diventata famosa in Italia con il romanzo La lettera d’amore (1996) e Le disavventure di Margaret (1998). Per Mondadori ha pubblicato L’evoluzione di Jane (1998), Il letto di Alice (1999), L’ossessione di Brenda (2000), Sono come lei (2003), I Newyorkesi (2007), Tutto da capo (2010), Miss S. (2011) e Che ragazza! (2013). Attualmente vive a Los Angeles. Le cose cambiano è il suo nuovo romanzo.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

 

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La colonna sonora della puntata: When I’m Sixty-Four (the Beatles); Sometimes You Can’t Make It On Your Own (U2); In my life (the Beatles)

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GIAN PAOLO SERINO con “Quando cadono le stelle” (Baldini & Castoldi) in radio a Letteratitudine in Fm di lunedì 26 settembre 2016 – h. 9 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)


In Fm e in streaming su Radio Hinterland

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È stato Gian Paolo Serino l’ospite della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 26 settembre 2016.

Con Gian Paolo Serino abbiamo discusso del suo romanzo Quando cadono le stelle” (Baldini & Castoldi).

Di seguito, dettagli su Quando cadono le stelle.

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Quando cadono le stelleGian Paolo SerinoQuando cadono le stelle” (Baldini & Castoldi)

Un attore famoso, alcolizzato e depresso in privato ma simbolo del «sogno americano» in pubblico, riceve una notizia personale che gli cambierà la vita per sempre.
Il più grande artista del mondo, durante l’occupazione nazista, rende immortale la figlia della donna di servizio di un hotel su una spiaggia di Juan-les-Pins, in Francia.
Un giovane scrittore newyorchese s’innamora della figlia di un Premio Nobel per la letteratura. Questa relazione lo sconvolgerà a tal punto da pubblicare uno dei libri più venduti al mondo.
Un anonimo funzionario di una compagnia di assicurazioni si occupa di sicurezza sul lavoro. Conosce una cameriera in un bordello nel ventre nero di Praga e, grazie a lei, troverà il suo modo per salvare l’umanità.
Arrivato alla fine della sua vita, uno dei più grandi scrittori del Novecento si suicida con la canna di un fucile in bocca, mentre una ragazza vitale, chiassosa e ribelle alle regole rigide della sua famiglia, negli anni Quaranta viene sottoposta per volere del padre a un intervento di lobotomia frontale.
Un romanzo corale che ci racconta i luoghi oscuri di quella società dello spettacolo diventata un incredibile e pirotecnico «Grande Show».

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Gian Paolo Serino (Monza 1972). Critico letterario, ha ideato e fondato la rivista letteraria «Satisfiction». Scrive di libri su «il Giornale». Ha collaborato con «la Repubblica», «Libero», «Avvenire», «Il Riformista», «Il Venerdì di Repubblica», «D-la Repubblica», «L’Espresso», «Rolling Stone», «GQ», «Vogue», «Mucchio Selvaggio», «Pulp Libri», «L’Indice dei libri», «Vanity Fair». Ha lavorato con Radio Capital e R101 con la Gialappa’s Band. Ha curato l’edizione italiana de Il compromesso di Elia Kazan, la biografia Dylan Thomas. Essere un poeta e vivere di astuzia e birra di Paul Ferris e Così tante vite. Il Novecento di Giancarlo Vigorelli, con prefazione di Claudio Magris. Nel 2015 ha pubblicato, con ampio successo di lettori e di critica, il saggio Luciano Bianciardi. Il precario esistenziale. Da quattro anni è ideatore di «Parole di Cuore», iniziativa non profit che ogni settimana porta gli scrittori nei reparti pediatrici di molte città. Questo è il suo primo romanzo.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

 

regia: Federico Marin

 

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La colonna sonora della puntata: “The Show Must Go On” (Queen); “Into The Black” (Chromatics); “The Show Must Go On” (Pink Floyd).

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SANDRO VERONESI con “Un dio ti guarda” (La nave di Teseo) in radio a Letteratitudine in Fm di lunedì 19 settembre 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)


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È stato Sandro Veronesi l’ospite della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 19 settembre 2016.

Con Sandro Veronesi abbiamo discusso del suo nuovo libro Un dio ti guarda” (La nave di Teseo).

Di seguito, dettagli su Un dio ti guarda.

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Sandro VeronesiUn dio ti guarda (La nave di Teseo)

un-dio-ti-guarda-veronesiUn dio ti guarda non è un libro di sport. È un libro di epica. Sandro Veronesi non racconta personaggi dello sport, ma pezzi di storia, della nostra storia. Eroi, semidei osannati dalle folle e consacrati
dalla mitologia, sono accanto a sconosciuti uomini e donne che hanno attraversato stadi, campi di calcio e di tennis, l’aria, il mare e le terre estreme.
Muhammad Alì, e il suo mitico incontro con Foreman; Duke Kahanamoku, il surfista hawaiano bello come il sole, possente, leggero come una farfalla che ha insegnato al mondo a cavalcare le onde più alte del Pacifico; l’immaginazione di Tarcisio Burgnich nella storica Italia–Germania 4 a 3 di Città del Messico; la rocambolesca vicenda di un portiere, Helmuth Duckadam, e della sua jeep nella Romania di Ceausescu; la pattinatrice Tonya Harding, dall’aggressione alla sua rivale al video porno della prima notte di nozze; le ombre della grande boxe che fu, sulla colonna sonora immortale di Franco Califano. Chiude il libro un racconto inedito di Massimiliano Governi. Un dio ti guarda illumina angoli della nostra memoria e della nostra storia, mentre riscrive vicende apparentemente lontane. È un incontro imperdibile, senza arbitri né vincitori, tra la Letteratura e la vita.

sandro-veronesiSandro Veronesi è nato a Firenze nel 1959. È laureato in architettura. Ha pubblicato: Per dove parte questo treno allegro (1988), Live (1996), Gli sfiorati (1990), Occhio per occhio. La pena di morte in quattro storie (1992), Venite venite B–52 (1995), La forza del passato (2000), Ring City (2001), Superalbo (2002), No Man’s Land (2003), Brucia Troia (2007), XY (2010), Baci scagliati altrove (2012), Viaggi e viaggetti (2013), Terre rare (2014), Non dirlo. Il Vangelo di Marco (2015). Pubblicato nel 2005 e vincitore nel 2006 del Premio Strega, Caos calmo è stato tradotto in 20 paesi. Sandro Veronesi ha collaborato con numerosi quotidiani e quasi tutte le riviste letterarie. Attualmente collabora con il “Corriere della Sera” e con “La Gazzetta dello Sport”. Ha cinque figli e vive tra Prato e Roma.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

 

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La colonna sonora della puntata: “Momenti di gloria”; “Le Mépris – Camille Thème” di Georges Deleru

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MARIA ATTANASIO con “Blu della cancellazione” (La Vita Felice) e GIOSUÉ CALACIURA con “Pantelleria. L’ultima isola” (Laterza) in radio a Letteratitudine in Fm di lunedì 25 luglio 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)

In Fm e in streaming su Radio Hinterland

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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Sono stati Maria Attanasio e Giosuè Calaciura gli ospiti della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 25 luglio 2016.

Con Maria Attanasio abbiamo discusso della sua nuova raccolta di poesie intitolata Blu della cancellazione” (La Vita Felice).

Con Giosuè Calaciura abbiamo discusso del suo nuovo libro intitolato Pantelleria. L’ultima isola” (Laterza).

Di seguito, dettagli sui due libri.

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Maria AttanasioBlu della cancellazione” (La Vita Felice)

Blu della cancellazione è il libro della piena maturità di Maria Attanasio, quello in cui la musica si fa più fonda come il blu di una notte o di un’acqua che inghiotte tutte le cose non necessarie. È un libro in cui il passato è indistinguibile dal presente perché – come sempre in questa scrittrice che dovrebbe, per passione e sapienza narrativa, scalare le classifiche – riesce a sedimentarsi e crescere sulla parola. Così la bambina, la madre, la guerra, la denuncia dello sfruttamento attuale ma eterno, tutto si legge tra le crepe di un corpo-pietra cretto di fiume secco, ricordo raggrumato.

 

(dalla Presentazione di Antonella Anedda)

Maria Attanasio è nata nel 1943 a Caltagirone, dove tuttora vive e lavora. Ha pubblicato le raccolte di poesie Interni (1979), Nero barocco nero (1985), Eros e mente (1996), Amnesia del movimento delle nuvole (2003) e Del rosso e nero verso (2007).
Per la narrativa ha dato alle stampe i romanzi Correva l’anno 1698 e nella città avvenne il fatto memorabile (1994), Di Concetta e le sue donne (1999), Il falsario di Caltagirone (2007) e Il condominio di Via della Notte (2013).
Nel 1998 è uscito il libro di racconti Piccole cronache di un secolo, nel 2008 ha pubblicato Dall’Atlantico agli Appennini, una riscrittura del racconto di De Amicis Dagli Appennini alle Ande e nel 2012 tre prose raccolte nel libro Della città d’argilla.

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Giosuè CalaciuraPantelleria. L’ultima isola” (Laterza)

Sospesa tra noi e l’Africa, drammatica e soave, inquietante e dolcissima, nera di lava e d’ossidiana, verde di uva di Zibibbo, di capperi e ulivi, azzurra di lago, indaco di mare, Pantelleria è un’isola limite.

Pantelleria è bellezza. Esuberante di venti, di mare, di odori. Di vulcano. La sua natura estrema, nei millenni, ha costretto a trovare soluzioni, a contendere, pietra dopo pietra, terra alla lava, a opporre intelligenza alla ferocia dello scirocco e del maestrale. Isola di approdi perenni: è stata fenicia, romana, bizantina, araba, normanna, spagnola. Pantelleria è un confine non solo geografico, è una frontiera che accoglie, è un luogo che ci ricorda quanto sia fragile e al tempo stesso eccezionale la condizione umana.

Giosuè Calaciura, scrittore e giornalista, ha pubblicato i romanzi Malacarne (Baldini & Castoldi 1998), Sgobbo (Baldini & Castoldi 2002, Premio Selezione Campiello), La figlia perduta. La favola dello slum (Bompiani 2006), Urbi et orbi (Baldini & Castoldi 2007) e la raccolta di racconti Bambini e altri animali (Sellerio 2013). È tra gli autori della trasmissione Fahrenheit di Rai Radio3.

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La colonna sonora della puntata: “Isole del sud” di Claudio Baglioni; “On An Island” di David Gilmour

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ELISABETTA RASY con “Le regole del fuoco” (Rizzoli) in radio a Letteratitudine in Fm di lunedì 18 luglio 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)


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È stata Elisabetta Rasy l’ospite della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 18 luglio 2016.

Con Elisabetta Rasy abbiamo discusso del suo nuovo romanzo “Le regole del fuoco” (Rizzoli) – vincitore del Premio Selezione Campiello 2016.

Nella seconda parte della puntata, una lettura del libro.

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Il libro
Le regole del fuocoÈ la primavera di un anno terribile, il 1917, quando Maria Rosa Radice a poco più di vent’anni lascia gli agi della sua casa a Napoli. Scappa da sua madre, dal salotto aristocratico che fino ad allora è stato il suo unico, soffocante orizzonte. La destinazione è la sola possibile per una donna non sposata e in fuga: il fronte. L’impatto della guerra è brutale. In un piccolo ospedale sul Carso cura centinaia di feriti, li vede soffrire e morire. Ma c’è una luce nelle sue giornate, una scintilla di cui si accorge poco a poco. È la sua silenziosa compagna di stanza Eugenia Alferro, una provinciale del Nord che sogna di diventare medico. Giorno dopo giorno, le insegna a sopravvivere in corsia e a superare la paura. La guerra regala alle due ragazze una libertà altrimenti impossibile. Così, nel tempo, avvertono una passione inattesa crescere tra loro e a mezza voce, la notte, si dichiarano l’amore. Non sanno se il futuro permetterà loro di rimanere vicine, entrambe però sentono di essere cambiate. Ora sono pronte a lottare per restare se stesse. In un romanzo vibrante, che appassiona e scuote, Elisabetta Rasy racconta la guerra dalla prospettiva misconosciuta delle donne al fronte. Ritraendo un’intimità limpida ma circondata dalle tenebre, ci mostra come l’amore non abbia mai avuto confini, perché i sentimenti esplodono sempre senza chiederci il permesso.

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Elisabetta Rasy vive e lavora a Roma. Ha esordito nel 1985 con il romanzo La prima estasi. Tra i suoi libri ricordiamo Posillipo, L’ombra della luna, Tra noi due, La scienza degli addii, Memorie di una lettrice notturna e Le regole del fuoco. Ha scritto per diverse testate giornalistiche tra cui “L’Espresso”, “La Stampa” e il “Corriere della Sera”. Attualmente collabora con “Il Sole 24 Ore”.

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regia: Federico Marin

 

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La colonna sonora della puntata: ‘O surdato ‘nnammurato; Nuttata ‘e sentimento; Anema e Core (interpretate da Massimo Ranieri)

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SIMONA VINCI autrice di “La prima verità” (Einaudi Stile Libero) in radio a Letteratitudine in Fm di lunedì 4 luglio 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)


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È stata Simona Vinci l’ospite della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 4 luglio 2016.

Con Simona Vinci abbiamo discusso del suo nuovo romanzo “La prima verità” (Einaudi Stile Libero) – vincitore del Premio Selezione Campiello 2016.

Nella seconda parte della puntata, una lettura del libro.

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Il libro
La prima veritàTra gli abbandonati, i reclusi, i dimenticati Simona Vinci tesse il filo d’oro di una storia che arriva dal passato e viene fino a te, proprio a te che stai leggendo, qui e ora. È una storia scandalosa, perché non si può narrare senza rivelare anche i fantasmi di chi la sta scrivendo.
Ciò che Angela non può sospettare, quando decide di raggiungere l’isola maledetta, l’isola lager, è che il segreto sepolto tra quei bianchi enormi edifici sia piú sconvolgente di ogni immaginazione. E che spetti proprio a lei disseppellire quel segreto e affrontarlo a viso aperto. Costi quel che costi, per il bene di tutti. Ciò che Angela non ha assolutamente messo in conto, è che si apra per lei a Leros l’avventura della vita.
«Poi la serratura, improvvisamente docile, si sbloccò nella sua mano con un gemito e la porta si aprí».

 

Nel 1992 Angela, giovane ricercatrice italiana, sbarca sull’isola di Leros. È pronta a prendersi cura, come i suoi colleghi di ogni parte d’Europa, e come i medici e gli infermieri dell’isola, del perdurante orrore, da pochi anni rivelato al mondo dalla stampa britannica, del «colpevole segreto d’Europa»: un’isolamanicomio dove a suo tempo un regime dittatoriale aveva deportato gli oppositori politici di tutta la Grecia, facendoli convivere con i malati di mente. Quelli di loro che non sono nel frattempo morti sono ancora tutti lí, trasformati in relitti umani. Inquietanti, incomprensibili sono i segni che accolgono la ragazza. Chi è Basil, il Monaco, e perché è convinto di avere sepolto molto in alto «ciò che rimane di dio?» E tra i compagni di lavoro, chi è davvero la misteriosa, tenace Lina, che sembra avere un rapporto innato con l’isola?
Ogni mistero avrà risposta nel tesoro delle storie dei dimenticati e degli sconfitti, degli esclusi dalla Storia, nell’«archivio delle anime» che il libro farà rivivere per il lettore: storie di tragica spietata bellezza, come quella del poeta Stefanos, della ragazza Teresa e del bambino con il sasso in bocca.
Con
La prima verità che, fin dal titolo, da un verso di Ghiannis Ritsos, allude a una verità di valore assoluto oltre e attraverso le vicende del libro, che si svolgono in luoghi e tempi diversi, e delle vite dei personaggi che via via si presentano al lettore, Simona Vinci torna al romanzo dopo molti anni, e vi torna con una felicità e una libertà mai raggiunte prima

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Simona Vinci è nata a Milano nel 1970 e vive a Bologna. Il suo primo romanzo, Dei bambini non si sa niente (ultima edizione Einaudi Stile libero, 2009) ha riscosso un grande successo. Caso letterario dell’anno, è stato tradotto in numerosi altri paesi, tra i quali gli Stati Uniti. Sempre per Einaudi sono usciti la raccolta di racconti In tutti i sensi come l’amore («Stile libero», 1999) e i romanzi Come prima delle madri («Supercoralli», 2003 ed «Einaudi Tascabili», 2004), Brother and Sister («Stile libero», 2004), Stanza 411 («Stile libero Big», 2006), Strada Provinciale Tre («Stile libero Big», 2007) e La prima verità («Stile libero Big», 2016). Per i lettori più giovani ha pubblicato Corri, Matilda (E.Elle, 1998) e Matildacity (Adnkronos Libri, 1998). Ha scritto il racconto La più piccola cosa pubblicato nell’antologia Le ragazze che dovresti conoscere («Stile libero Big», 2004). Inoltre nel 2010 ha collaborato alla raccolta Sei fuori posto (Einaudi, Stile libero Big).

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

 

regia: Federico Marin

 

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La colonna sonora della puntata: Comfortably Numb (versione live di David Gilmour); La danza di Zorba (Dalila); Alfonsina y el mar (Avishai Cohen)

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VITTORIO SERMONTI, autore di “Se avessero” (Garzanti) in radio a Letteratitudine in Fm di lunedì 27 giugno 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)


In Fm e in streaming su Radio Hinterland

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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È stato Vittorio Sermonti l’ospite della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 27 giugno 2016.

Abbiamo avuto il piacere di ospitare un intervento di Vittorio Sermonti incentrato sul suo nuovo libro “Se avessero” (Garzanti) – finalista al Premio Strega 2016.

Nella seconda parte della puntata, una lettura del libro.

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Il libro

Se avesseroUna mattina di maggio del 1945 tre (o quattro) partigiani si presentano col mitra sullo stomaco in un villino zona Fiera di Milano alla caccia d’un ufficiale della Repubblica Sociale (o forse di tre), lo scovano, segue un ampio scambio di vedute, e se ne vanno. Da questo aneddoto domestico, sincronizzato bene o male ai grandi eventi della Storia, si dipanano settant’anni di ricordi di un fratello quindicenne, confusi ma puntigliosi, affidati come sono agli «intermittenti soprusi della memoria»: il nero-sangue e il gelo della guerra, la triste farsa di sognarsi eroe, poi il «passaggio dalla parte del nemico» (iscrizione al PCI), e poi ancora un titubante far parte per se stesso; e il rapporto di reciproca protezione con il padre fascista; e la famiglia «feudale» della strana mamma; ma anche una collana di amori malriposti, le letture, il teatro, la musica, il calcio, gli amici. Testa e cuore però non fanno che tornare a quella mattina di maggio, a quell’ipotesi sospesa, a quell’eccidio mancato.
Così, nel tentativo di fare i conti con i propri fantasmi, Vittorio Sermonti ci regala un libro sconcertante, tracciato nella forma di una lunga canzone d’amore per un tu che ha smascherato molti di quei fantasmi del “narrator narrato”, e gli dà ancora la voglia di vivere: un libro che è anche la cronaca minuziosa di un Paese e di un interminabile dopoguerra, e, spesso mimando pensieri, lessico e voce d’un ragazzino d’antan, ci fa riflettere sulla tragica e ridicola ricerca di noi stessi che ci affligge giorno per giorno, uno per uno: «non contiamo niente, perché ognuno conta purtroppo tutto».

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Vittorio Sermonti è nato a Roma nel 1929, sesto di sette fratelli. Da bambino, vedeva circolare in casa dei nonni e di zii materni, a loro legati da vari gradi di parentela, V. E. Orlando (suo padrino di nascita), Luigi Pirandello, Alberto Beneduce, Enrico Cuccia. Freelance ostinatissimo, nelle vesti più disparate — narratore, saggista, traduttore, regista di radio e tv, giornalista, docente di Italiano-Latino al liceo «Tasso» di Roma (1965-1967), e di tecnica del verso teatrale all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica (1973-1974), consulente CEE (1985-1988), poeta e lettore di poesia — V. S. si occupa da sempre dell’energia vocale latente nei testi letterari, insomma, del rapporto fra la scrittura e la voce. Tra il 1987 e il 1992 ha registrato per Raitré l’intera Commedia introdotta da cento racconti critici sotto il titolo La Commedia di Dante, raccontata e letta da V.S; tra il 1995 e il 1997 ne ha replicato la lettura, ampliando le introduzioni, nella basilica di San Francesco a Ravenna, davanti a migliaia di persone. Fra l’autunno 2009 e la primavera 2010 ha registrato per la versione definitiva dei cento commenti-racconto e delle cento letture della Commedia di Dante, dei dodici libri dell’Eneide e di 14 «racconti verdiani». Se avessero è il suo primo romanzo.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

 

regia: Federico Marin

 

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La colonna sonora della puntata è affidata alle musiche di Giuseppe Verdi.

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VIOLA DI GRADO, autrice di “Bambini di ferro” (La nave di Teseo) in radio a Letteratitudine in Fm di lunedì 13 giugno 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)

In Fm e in streaming su Radio Hinterland

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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È stata Viola Di Grado l’ospite della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 13 giugno 2016. Con Viola Di Grado abbiamo discusso del suo nuovo romanzo “Bambini di ferro” (La nave di Teseo) e delle tematiche ad esso legate.
Nella seconda parte della puntata, una lettura del libro.

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Il libro
bambini-di-ferroUna mattina d’estate, in un Giappone di un’era imprecisata, la direttrice dell’Istituto Gokuraku, Sada, e la sua assistente, Yuki, prelevano da una vecchia casa una bambina rimasta orfana: la piccola Sumiko. Presto si accorgono che Sumiko non intende parlare, mangiare, interagire con niente e nessuno; i suoi occhi sono persi in un punto indefinito davanti a sé, su qualcosa che sembra nulla.
Anche Yuki, venticinque anni prima, è stata ospite dell’istituto: privata dei genitori, è stata sottoposta a un programma di accudimento materno artificiale il cui fallimento ha generato dei “bambini difettosi”, con nati in istituto sotto la guida e le cure soffocanti di Sada. Yuki dovrebbe essere la tutrice di Sumiko, ma viene risucchiata nella spirale dei suoi silenzi e della sua fissità, trascinata in una “zona pericolosa”, uno spazio interiore frammentato da cui pensava di essere uscita per sempre. Sumiko si rivelerà essere custode dei segreti del passato e dei traumi
di Yuki, ma anche la sua possibilità di salvezza.

 

Viola Di Grado torna con un potente romanzo sulla maternità, sui sentimenti più ancestrali,
in un vertiginoso oscillare tra la più antica tradizione buddhista e la gelida essenza hi-tech di un futuro già presente.

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viola-di-gradoViola di Grado (1987) è l’autrice di “Settanta Acrilico Trenta Lana” (2011) – vincitore del premio Campiello Opera Prima e del premio Rapallo Carige Opera Prima e nalista all’IMPAC Dublin Literary Award – e di “Cuore Cavo” (2013), finalista al PEN Literary Award. Ha vissuto a Kyoto, Leeds e Londra, dove si è laureata in Filosofia e dell’Asia orientale. I suoi libri sono tradotti in otto Paesi.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

 

regia: Federico Marin

 

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La colonna sonora della puntata è composta dai seguenti brani musicali: “Welcome to the machine” dei Pink Floyd; “Relics” di Shedir; “Atom Heart Mother” dei Pink Floyd.

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GIORGIA ANTONELLI (direttrice di LiberAria) e MARILÙ OLIVA (autrice di “La squola“) in radio a Letteratitudine in Fm di lunedì 6 giugno 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)


In Fm e in streaming su Radio Hinterland

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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Nella prima parte della puntata abbiamo incontrato Giorgia Antonelli, giovane direttrice editoriale dell’altrettanto giovane casa editrice LiberAria. Abbiamo discusso del progetto editoriale di LiberAria e dei libri usciti di recente: tra cui “La squola” di Marilù Oliva (nostra ospite nella seconda parte della puntata); “Sergente Romano” di Marco Cardetta; “Il matrimonio di Chani Kaufman” di Eve Harris; “Il rifugio delle puttane” di Katy Darby; Il grande regno dell’emergenza” di Alessandro Raveggi.

La seconda parte della puntata è stata dedicata al nuovo libro di Marilù Oliva, intitolato “La squola“, edito – per l’appunto – da LiberAria.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

 

regia: Federico Marin

 

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MASSIMO FRANCO (con “L’assedio” – Mondadori) e FEDERICO RAMPINI (con “Banche: possiamo ancora fidarci?” – Mondadori) in radio a Letteratitudine in Fm di lunedì 16 maggio 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino)


In Fm e in streaming su Radio Hinterland

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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Massimo Franco e Federico Rampini sono stati gli ospiti della puntata di Letteratitudine in Fm di lunedì 16 maggio 2016.

Con Massimo Franco abbiamo discusso delle tematiche trattate nel suo nuovo libro intitolato:L’assedio. Come l’immigrazione sta cambiando il volto dell’Europa e la nostra vita quotidiana (Mondadori Stile Libero Saggi).

Con Federico Rampini abbiamo discusso delle tematiche trattate nel suo nuovo libro intitolato: Banche: possiamo ancora fidarci?(Mondadori Stile Libero Saggi).

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L'assedio. Come l'immigrazione sta cambiando il volto dell'Europa e la nostra vita quotidianaL’assedio. Come l’immigrazione sta cambiando il volto dell’Europa e la nostra vita quotidiana (Mondadori Stile Libero Saggi) – di Massimo Franco
Un milione di migranti in Europa nel 2015: è giusto definirlo un assedio? O sarebbe più corretto parlare di “sindrome dell’assedio”? Massimo Franco racconta le ambiguità e le contraddizioni di questa “parola-matrioska” che porta in sé tanti significati diversi. L’immigrazione, secondo lui, è il riflesso di un assedio all’Unione Europea che ha avuto inizio qualche anno fa e che è condotto non solo da fuori ma anche dal suo interno. I migranti sarebbero quindi il sintomo e non la causa dello sconvolgimento in atto, gli acceleratori di cambiamenti e difficoltà cominciati ben prima. La tendenza, oggi, è quella di farne invece facili capri espiatori. In realtà, i profughi e i clandestini che arrivano da Siria, Iraq, Africa subsahariana e Maghreb sono gli ultimi assedianti, in ordine di tempo, dell’Europa. Nel passato recente, i colpi al mito del “Continente perfetto”, alla sua stabilità, sono venuti proprio dagli Stati membri: dai nazionalismi cresciuti nelle pieghe della crisi economica e di antichi e nuovi pregiudizi. E nella loro scia è emerso un populismo che usa una migrazione epocale come pretesto per politiche sempre più autarchiche. Ne emerge una transizione caotica, per l’incapacità dei governi di prevederla e di coglierne i vantaggi, senza dimenticare che alcune crisi mediorientali sono state aggravate dagli errori strategici dell’Occidente. Lo stesso terrorismo dei «macellai» dello Stato islamico è infatti anche il prodotto di un dopoguerra in Iraq che Europa e Usa hanno sottovalutato e trascurato. Il ritorno dell’epoca dei muri nel Vecchio continente chiude il cerchio della paura dell’invasione conferendo una sorta di cupa fisicità alla «sindrome dell’assedio». Ma il ripiegamento di ciascuno nei propri confini minaccia di frenare l’economia e di favorire un’«industria della migrazione» sospesa tra legalità e illegalità. A trarne vantaggio saranno i tanti Donald Trump europei, euroscettici e xenofobi: sottoprodotti anche loro delle certezze perdute. Nel settembre 2015, il generale statunitense Martin Dempsey ha affermato che da mesi la Nato sta analizzando la grande migrazione e che questa durerà vent’anni: i tempi di un fenomeno strutturale. Il dilemma è: governare o subire i migranti? Fermarli, secondo Massimo Franco, sarà impossibile, senza una strategia collettiva dell’Occidente. Non sono i muri a proteggere l’identità europea. È più utile prendere atto della fine dell’eurocentrismo e ricalibrare l’analisi. La difesa miope di un’identità preziosa è la scorciatoia per smarrirla del tutto.

Massimo Franco è inviato e notista politico del «Corriere della Sera». Ha lavorato ad «Avvenire», «Il Giorno», «Panorama ». È membro dell’International Institute for Strategic Studies (Iiss) di Londra. Fra i suoi libri ricordiamo: Lobby, il Parlamento invisibile (1988), Hammamet (1995, nuova ed. 2000), Il re della Repubblica (1997), I voti del cielo (2000), Polvere di spie (2002) e, per Mondadori, Andreotti visto da vicino (1989), Tutti a casa (1993), Imperi paralleli (2005, edito negli Stati Uniti da Doubleday – Random House nel 2009), Andreotti (2008), C’era una volta un Vaticano (2010), La crisi dell’impero vaticano (2013, edito negli Stati Uniti da Open Road) e Il Vaticano secondo Francesco (2014).

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Banche: possiamo ancora fidarci?Banche: possiamo ancora fidarci?(Mondadori Stile Libero Saggi) – di Federico Rampini
Il 2015 verrà ricordato per uno shock a cui gli italiani non erano abituati né preparati. Sono fallite delle banche. Piccole, ma non trascurabili. La protezione del risparmio è stata messa in dubbio. Un brivido di paura si è diffuso perfino tra i clienti di altre banche più grosse e più solide, perché nel frattempo entravano in vigore nuove regole, imposte dall’Europa, che comportano maggiori rischi per i risparmiatori. Sono così venute alla luce storie tragiche: cittadini ingannati, titoli insicuri venduti agli sportelli bancari, obbligazioni travolte nei crac. In parallelo, brividi di paura sulla tenuta delle banche si sono manifestati anche in altre parti del mondo: in Cina e persino nell’insospettabile Germania. E a preoccuparci non ci sono solo le banche private, quelle dove abbiamo i conti correnti e i libretti di risparmio. Anche quelle che stanno molto al di sopra, le istituzioni che dovrebbero governare la moneta e l’economia, non offrono certezze. In America, nell’Eurozona o in Giappone, la debolezza dell’economia ha rivelato errori e limiti delle banche centrali. In un’epoca come questa, in cui i redditi da lavoro diventano incerti o precari, il risparmio è ancora più importante che in passato. Ma possiamo fidarci di chi ce lo gestisce? Quali precauzioni dobbiamo prendere per evitare di essere defraudati, impoveriti? Nel 2013 Federico Rampini scriveva: «I grandi banditi del nostro tempo sono i banchieri. La crisi iniziata nel 2007 nel settore della finanza americana, poi dilagata ad ampiezza sistemica nel 2008 fino a contagiare l’economia reale di tutto l’Occidente, ebbe la sua causa scatenante in comportamenti perversi dei banchieri». Da allora, siamo sicuri che il mondo sia cambiato? Abbiamo appreso le lezioni di quella crisi, per evitare una ricaduta? O, al contrario, le cause profonde non sono state veramente aggredite né tantomeno sanate? Rampini torna ad accendere i riflettori sui mali e le malefatte della finanza e sui comportamenti non sempre virtuosi dei banchieri. E questo suo libro vuole servire da guida. Per capire quel che sta succedendo nel sistema del credito. Per essere meno sprovveduti e fragili di fronte agli shock finanziari. Per imparare qualche regola di sopravvivenza, di autodifesa di fronte a quelli che da tutori possono trasformarsi improvvisamente in predatori del nostro risparmio.

Federico Rampini, corrispondente della «Repubblica» da New York, ha esordito come giornalista nel 1979 scrivendo per «Rinascita». Già vicedirettore del «Sole-24 Ore» e capo della redazione milanese della «Repubblica», editorialista, inviato e corrispondente a Parigi, Bruxelles, San Francisco, ha insegnato alle università di Berkeley, Shanghai, e alla Sda-Bocconi. È membro del Council on Foreign Relations, think tank americano di relazioni internazionali. È autore di numerosi saggi, tra cui San Francisco Milano (Laterza, 2004), Rete Padrona (Feltrinelli, 2014). Da Mondadori ha pubblicato: Il secolo cinese (2005), L’impero di Cindia (2007), L’ombra di Mao (2007), La speranza indiana (2008), Occidente estremo (2010), Alla mia Sinistra (2011), Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo (2012), Banchieri (2013), Vi racconto il nostro futuro (2013), All You Need Is Love (2014), da cui ha tratto uno spettacolo teatrale, e L’Età del Caos (2015).


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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

 

regia: Federico Marin

 

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La colonna sonora della puntata è composta dai seguenti brani musicali: “In the flesh?” (Pink Floyd); “Is there anybody out there?” (Pink Floyd); “Money” (Pink Floyd).

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ELENA STANCANELLI con “La femmina nuda” (La nave di Teseo) a Letteratitudine in Fm di lunedì 2 maggio 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino) – “La femmina nuda” è tra i libri della dozzina finalista del Premio Strega 2016.


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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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Elena Stancanelli è stata ospite della puntata di “Letteratitudine in Fm” di lunedì 2 maggio 2016.

Con Elena Stancanelli abbiamo discusso del suo nuovo romanzo intitolato “La femmina nuda” (La nave di Teseo) – tra i libri della dozzina finalista del Premio Strega 2016.

Nella seconda parte della puntata potrete ascoltare una lettura delle prime pagine del romanzo.

Di seguito, la scheda del libro.

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La femmina nuda“La femmina nuda” di Elena Stancanelli (La nave di Teseo)
Anna è una donna intelligente, bella, con un lavoro interessante, ma di colpo tutto questo non serve più. Dopo cinque anni la sua storia d’amore con Davide affonda in una palude di tradimenti, bugie, ricatti. E la sua vita va in pezzi. Si trasforma in un’isterica, non dorme, non mangia, fuma e si ubriaca ogni sera per riuscire ad addormentarsi. Compulsivamente inizia a frugare nel telefonino di lui, nelle chat, sui social. Non sa cosa sta cercando, non sa perché lo sta cercando. Per un anno rimarrà prigioniera di quello che lei stessa chiama il regno dell’idiozia, senza riuscire a dirlo a nessuno. Questo racconto è la sua confessione, sotto forma di lettera, a Valentina, la sua più cara amica, che l’ha vista distruggersi sera dopo sera. Anna dice tutto, senza pudore. I dettagli umilianti e ridicoli, l’ossessione, la morbosità. Anna somiglia a tutti noi, che combattiamo questa guerra paradossale che chiamiamo amore. Ogni tanto vinciamo, più spesso perdiamo. L’unica cosa su cui possiamo sempre contare, l’unica capace di indicarci i nostri confini, i nostri bisogni, è il corpo. E sarà al corpo che Anna si aggrapperà per sconfiggere il dolore.

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Elena Stancanelli si è laureata in Lettere moderne a Firenze e ha frequentato a Roma l’Accademia d’Arte Drammatica. Il suo romanzo d’esordio, Benzina (Einaudi 1998), ha vinto il premio Giuseppe Berto. Dal romanzo successivo, Le attrici (Einaudi 2001), la regista Monica Stambrini ha tratto un film. Collabora con varie testate. Ha pubblicato per Laterza il libro Firenze da piccola, per Minimum Fax A immaginare una vita ce ne vuole un’altra. Con Carola Susani ha scritto il libro Mamma o no mamma (Feltrinelli).

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

 

regia: Federico Marin

 

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La colonna sonora della puntata è composta dai seguenti brani musicali: “Kiss” (Prince); “Nothing Compares 2 U” (composto da Prince, versione di Sinead O’Connor); “Purple Rain” Prince

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EDOARDO ALBINATI con “La scuola cattolica” (Rizzoli) a Letteratitudine in Fm di lunedì 25 aprile 2016 – h. 10 circa (e in replica nei seguenti 3 appuntamenti: giovedì alle h. 03:00 del mattino; venerdì alle h. 13:00; domenica alle h. 03:00 del mattino) – “La scuola cattolica” è tra i libri della dozzina finalista del Premio Strega 2016.


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regia: Federico Marin

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Edoardo Albinati è stato ospite della puntata di “Letteratitudine in Fm” di lunedì 25 aprile 2016.

Con Edoardo Albinati abbiamo discusso del suo nuovo romanzo intitolato “La scuola cattolica” (Rizzoli) – tra i libri della dozzina finalista del Premio Strega 2016.

Nella seconda parte della puntata potrete ascoltare una lettura delle prime pagine del romanzo.

Di seguito, la scheda del libro.

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La scuola cattolica“La scuola cattolica” di Edoardo Albinati (Rizzoli)
Roma, anni Settanta: un quartiere residenziale, una scuola privata. Sembra che nulla di significativo possa accadere, eppure, per ragioni misteriose, in poco tempo quel rifugio di persone rispettabili viene attraversato da una ventata di follia senza precedenti; appena lasciato il liceo, alcuni ex alunni si scoprono autori di uno dei più clamorosi crimini dell’epoca, il Delitto del Circeo. Edoardo Albinati era un loro compagno di scuola e per quarant’anni ha custodito i segreti di quella “mala educación”. Ora li racconta guardandoli come si guarda in fondo a un pozzo dove oscilla, misteriosa e deforme, la propria immagine. Da questo spunto prende vita un romanzo poderoso, che sbalordisce per l’ampiezza dei temi e la varietà di avventure grandi o minuscole: dalle canzoncine goliardiche ai pensieri più vertiginosi, dalla ricostruzione puntuale di pezzi della storia e della società italiana, alle confessioni che ognuno di noi potrebbe fare qualora gli si chiedesse: “Cosa desideravi davvero, quando eri ragazzo?”. Adolescenza, sesso, religione e violenza; il denaro, l’amicizia, la vendetta; professori mitici, preti, teppisti, piccoli geni e psicopatici, fanciulle enigmatiche e terroristi. Mescolando personaggi veri con figure romanzesche, Albinati costruisce una narrazione potente e inarrestabile che ha il coraggio di affrontare a viso aperto i grandi quesiti della vita e del tempo, e di mostrare il rovescio delle cose. La scuola cattolica è forse il libro che mancava nella nostra cultura.

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Edoardo Albinati (Roma, 1956) da oltre vent’anni lavora come insegnante nel penitenziario di Rebibbia, esperienza narrata nel diario Maggio selvaggio. Suoi reportage dall’Afghanistan e dal Ciad sono usciti sul “Corriere della Sera”, “la Repubblica”, “The Washington Post”. Ha scritto film per il cinema di Matteo Garrone e Marco Bellocchio. Tra gli ultimi libri pubblicati, ricordiamo Tuttalpiù muoio con Filippo Timi e Vita e morte di un ingegnere.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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La colonna sonora della puntata è composta dai seguenti brani musicali: “Shine on you crazy diamond” (Pink Floyd); “The Carpet Crawlers” (Genesis).

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