Archive for novembre, 2018


Grégoire Delacourt con “La donna che non invecchiava più” (DeA Planeta), ospite del programma radiofonico Letteratitudine trasmesso su RADIO POLIS (la radio delle buone notizie)

In streaming e in podcast su RADIO POLIS

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia e postproduzione: Federico Marin

[Ringraziamo Francesca Ilardi per il servizio di interpretariato]

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Ospite della puntata: lo scrittore francese Grégoire Delacourt autore del romanzoLa donna che non invecchiava più (DeA Planeta – Traduzione di Tania Spagnoli). Abbiamo discusso del romanzo con l’autore grazie al servizio di traduzione svolto da Francesca Ilardi.

Come è nato il romanzo? Perché in esergo ha scelto di inserire una citazione tratta da una canzone di Georges Moustaki (intitolata “Sarah”)? Che tipo di donna è Betty, la protagonista della storia? Cosa puoi dirci sul rapporto di Betty con i suoi genitori? E sulla famiglia attuale di Betty? Che tipo di rapporto ha con suo marito André e con suo figlio Sebastian? Quand’è che Betty si accorge che il suo processo di invecchiamento si è praticamente interrotto? E come vive inizialmente questa consapevolezza? Quali sono i problemi con cui deve confrontarsi? Che relazione c’è fra il personaggio Betty e il Dorian Gray di Oscar Wilde?

Questo e tanto altro abbiamo chiesto a Grégoire Delacourt nel corso della puntata

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La donna che non invecchiava piùLa scheda del libro

Ci sono quelle che non invecchiano mai perché se ne sono andate troppo presto. Ci sono quelle che invecchiano senza patemi, perché sono troppo impegnate a godersi la vita. Ci sono quelle disposte a tutto pur di apparire più belle, più magre, più sexy, pur di negare l’ineluttabile e restare aggrappate a ciò che il tempo si ostina a volerci strappare. E poi c’è Betty.
Betty che, misteriosamente, smette di invecchiare appena compiuti i trent’anni – la stessa età della madre al tempo della sua tragica e prematura scomparsa. Sul volto di Betty gli anni scorrono innocui e trasparenti come acqua. Sarà forse lo sguardo intenso e innamorato di suo marito a tenere lontane le rughe? A scongiurare gli effetti dei giorni che inesorabili scivolano tra le dita? Man mano che la sua anomalia si fa più evidente, la vita un tempo tranquilla di Betty comincia a vacillare. Perché un volto senza età è un volto senza storia, senza ricordi, senza passioni. Uno specchio vuoto in cui, presto o tardi, gli altri cessano di riconoscersi. La donna che non invecchiava più è un romanzo manifesto pieno di poesia e di saggezza sull’ultimo vero tabù dei nostri tempi, la vecchiaia. Un inno appassionato alla forza e alla bellezza delle ragazze di ogni età.

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Grégoire Delacourt è pubblicitario di professione e l’autore di racconti e romanzi, tutti pubblicati in Francia da JC Lattès. Il suo maggior successo, Le cose che non ho ha superato il milione di copie vendute nel mondo ed è diventato un caso letterario internazionale.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia e post produzione: Federico Marin

 

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La colonna sonora della puntata: “Sarah” di Georges Moustaki; “Who wants to live forever” dei Queen; “When I’m Sixty Four” dei Beatles

 

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Evelina Santangelo con “Da un altro mondo” (Einaudi), ospite del programma radiofonico Letteratitudine trasmesso su RADIO POLIS (la radio delle buone notizie)

In streaming e in podcast su RADIO POLIS

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia e postproduzione: Federico Marin

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Ospite della puntata: Evelina Santangelo con cui abbiamo discusso del suo nuovo romanzo – intitolato “Da un altro mondo” (Einaudi) – e delle tematiche in esso affrontate.

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Come nasce il tuo rapporto con la scrittura? Puoi raccontarci qualcosa dei tuoi inizi? Dal punto di vista della lettura quali sono stati i tuoi punti di riferimento letterari? Come nasce questo tuo nuovo romanzo? Come mai il romanzo è dedicato «A chi non è arrabbiato»? Cosa ti ha spinta a conferire a questa storia alcuni connotati fantastici (parlando di fantasmi)? Perché hai scelto di ambientare la storia con riferimento temporale lievemente spostato in avanti (nel 2020)? Chi è Khaled, questo un ragazzino presumibilmente siriano, arrivato in Europa con il fratello e la promessa di un lavoro? Cosa puoi dirci di lui? E Karolina, che è alla ricerca affannosa e struggente del figlio Andreas, che tipo di donna è? Che ruolo ha, nell’economia della storia, questo trolley rosso da cui Khaled non si stacca mai? Può essere considerato alla stregua di un personaggio letterario? Cosa puoi dirci sul maresciallo Vitale e su Orso, altri personaggi letterari presenti nel romanzo? Potresti raccontarci qualcosa sulla fase propedeutica alla scrittura del romanzo (le ricerche, i viaggi intrapresi sui luoghi narrati)?

Questo e tanto altro abbiamo chiesto a Evelina Santangelo nel corso della puntata

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Il libro

Forse, per toccare il cuore della realtà, bisogna parlare di fantasmi. Forse ha senso trovare – oltre a una lingua, uno sguardo, una voce – una via diversa. È quello che ha fatto Evelina Santangelo in questo romanzo unico, feroce e contemporaneo, in cui i destini dei vivi e dei morti s’incrociano senza rumore. Cosí come le esistenze di chi cova la rabbia e di chi la subisce. Perché «il mistero dei bambini viventi» chiama in causa il nostro mondo e lo interroga con una forza politica rara: quella della letteratura quando ha il coraggio d’immaginare il presente e il futuro.

Le impronte sul mare sono le piú crudeli. A parte chi le lascia nessun altro le vede. Ora l’acqua vibra spinta dal vento in piccole onde bianche, a migliaia, verso il largo: e mentre si aspetta l’arrivo dell’anticiclone, strane apparizioni sconvolgono l’Europa. Ma a noi è dato seguire il destino di poche persone. Una donna, un ragazzo e un bambino. Da quando suo figlio è scomparso, Karolina è una madre disarmata, fa scorrere i giorni persa nell’attesa. Sistema il letto di Andreas come se lui dovesse rientrare a casa la sera, ma non lo vede da molto tempo, e sa che nel suo computer ruggiscono filmati estremisti che fanno tremare. Khaled è un ragazzino forse siriano, arrivato in Europa con il fratello e la promessa di un lavoro. Ora è rimasto solo e non ha piú niente di cui aver cura, a parte quel trolley rosso che non molla mai. Lí dentro tiene il suo segreto. Tra sbarchi di clandestini in massa e pattuglie della polizia che presidiano il Paese, una nuova inquietudine infesta i sonni della gente: torme di bambini evanescenti che occupano lo spazio in silenzio, con uno sguardo che fa paura. «Il mistero dei bambini viventi», lo definisce qualcuno. Ma tutti i personaggi del romanzo di Evelina Santangelo sono spiriti nascosti, fiammate bianche che arrivano dai roghi piú profondi. E hanno da raccontarci qualcosa d’importante che la forza della letteratura fa detonare, pagina dopo pagina, verso un finale sorprendente. Perché alla fine Da un altro mondo è anche un romanzo d’amore, di quel genere di amori che travalicano i confini ordinari dell’amore.

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Evelina Santangelo è nata a Palermo. Presso Einaudi ha pubblicato nel 2000 la raccolta di racconti L’occhio cieco del mondo (con cui ha vinto i premi Berto, Fiesole, Mondello opera prima, Chiara, Gandovere-Franciacorta), i romanzi La lucertola color smeraldo (2003), Il giorno degli orsi volanti (2005), Senzaterra (2008), Cose da pazzi (2012), Non va sempre cosí (2015) e Da una altro mondo (2018). Suoi racconti sono apparsi nelle antologie Disertori e Ragazze che dovresti conoscere (Einaudi Stile Libero, 2000 e 2004), Principesse azzurre 2 (Oscar Mondadori, 2004) e Deandreide (Rizzoli Bur, 2006). Con il racconto Presenze ha partecipato all’antologia L’agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino (Feltrinelli, 2017). Ha anche tradotto Firmino di Sam Savage, Rock’n’roll di Tom Stoppard, e curato Terra matta di Vincenzo Rabito.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia e post produzione: Federico Marin

 

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La colonna sonora della puntata: “Eleanor Rigby” dei Beatles; “A Trick of the Tail” dei Genesis; “Eleanor Rigby”, versione di Aretha Franklin.

 

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Chiara Fenoglio con “Gli strumenti umani” di Vittorio Sereni (Il Saggiatore), ospite del programma radiofonico Letteratitudine trasmesso su RADIO POLIS (la radio delle buone notizie)

In streaming e in podcast su RADIO POLIS

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia e postproduzione: Federico Marin

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Ospite della puntata: Chiara Fenoglio con cui abbiamo discusso della raccolta di poesie “Gli strumenti umani” di Vittorio Sereni (Il Saggiatore – Chiara Fenoglio ha scritto l’introduzione del volume).

Nella seconda parte della puntata Chiara Fenoglio ha letto qualche poesia tratta da “Gli strumenti umani”.

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Chi è stato Vittorio Sereni? Nell’ambito della produzione poetica di Sereni che ruolo occupa “Gli strumenti umani”? Quali sono “Gli strumenti umani” a cui fa riferimento Sereni? C’è una relazione tra quest’opera di Sereni e le esperienze delle neoavanguardie e quelle del Gruppo 63? Quali sono le sensazioni contrastanti (suscitate da “Gli strumenti umani”) già segnalate a suo tempo da Cesare Garboli? Come è strutturato “Gli strumenti umani”? Cosa possiamo evidenziare su ciascuna sezione dell’opera?

Questo e tanto altro abbiamo chiesto a Chiara Fenoglio nel corso della puntata

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Il libro (“Gli strumenti umani”)
La carrucola nel pozzo, la spola della teleferica nei boschi. I minimi atti, l’opaca trafila delle cose mute che cadono nel mondo, come una lenza buttata a vuoto nei secoli, un amo a precipizio nei millenni. Sono infiniti gli strumenti umani, e sono cosa da poco, sono cosa da nulla. La loro storia ingombra la vita dell’uomo, ma nella parabola dell’esistenza (visibile e invisibile) dura appena pochi istanti, lo scampolo di tempo che separa una curva di montagna dalla svolta successiva. Poi la memoria li inghiotte, il paesaggio li trascolora in una fotografia già vecchia, già perduta.

È questo, tra i molti, il sentimento che anima Gli Strumenti umani di Vittorio Sereni, terza raccolta di uno dei maggiori poeti italiani del Novecento, che ne segnò il ritorno editoriale, dopo il silenzio quasi ventennale da Diario d’Algeria. Una geografia esistenziale, quella puntellata dai versi degli Strumenti umani, in cui è necessario muoversi con passo bustrofedico, con il garbo dell’ospite indiscreto, eppure con la gioia ardente di chi scopre qualcosa che d’improvviso sente familiare da sempre. Una poesia sospesa tra l’erranza della materia e la rivelazione del vuoto, continuamente forata dai disvelamenti e dalle epifanie, dai segreti umbratili delle scorze dure che compongono il pianeta. E dai riverberi di una eco letteraria che si fa approssimazione e presenza nella lingua di Sereni, evocando oscuramente i purgatori di Dante e le rime in morte di Laura, la melma nera di Montale e la noja leopardiana, di cui Gli strumenti umani non sono la somma, ma la infiorescente decomposizione, stretta nella vite di una sizigia immortale.

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Vittorio Sereni – uno dei più grandi poeti del Novecento – è nato a Luino nel 1913 e morto a Milano nel 1983. Il Saggiatore ha pubblicato “Gli immediati dintorni” (2013), “Stella variabile” (2017) e “Gli strumenti umani” (2018).

Chiara Fenoglio – saggista, critico letterario e docente – collabora con La Lettura (supplemento culturale de Il Corriere della Sera). Oltre a numerosi saggi in riviste nazionali e internazionali, ha pubblicato le monografie “Un infinito che non comprendiamo. Leopardi e l’apologetica cristiana dei secoli XVIII e XIX” (Premio Tarquinia-Cardarelli opera prima di critica letteraria) e “La divina interferenza. La critica dei poeti nel Novecento.

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La colonna sonora della puntata: “Poesia” di Riccardo Cocciante; “Bluemoon”, versione di Frank Sinatra; “While my guitar gently weeps” dei Beatles.

 

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Cristina López Barrio con “Nebbia a Tangeri” (DeA Planeta), ospite del programma radiofonico Letteratitudine trasmesso su RADIO POLIS (la radio delle buone notizie)

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Ospite della puntata: la scrittrice spagnola Cristina López Barrio con cui abbiamo discusso del suo romanzo “Nebbia a Tangeri” (DeA Planeta – Traduzione di Iaia Caputo).
Ringraziamo Rossana Ottolini per il servizio di interpretariato (italiano/spagnolo).

Come nasce “Nebbia a Tangeri“? Da quale idea, spunto, esigenza o fonte di ispirazione? Perché, tra le altre, ha scelto di inserire anche questa citazione (di Osacr Wilde) “La vita tiene lo specchio all’arte”? Che tipo di donna è Flora Gascòn, la protagonista della storia? Come la racconteresti ai nostri ascoltatori?
Cos’è che colpisce particolarmente Flora dell’uomo con cui ha passato insieme una notte il 12 dicembre del 2015 in un hotel di Madrid al punto da spingerla a cercarlo?
A un certo punto la storia si infittisce per via di un romanzo… che si intitola ‘Nebbia a Tangeri’ scritto da Bella Nur e che ha come protagonista un uomo che si chiama Paul Dingle scomparso a Tangeri il 24 dicembre del 1951. Cos’altro può accennarci Cristina su questo mistero?
La letteratura, i libri, possono influire sulla nostra vita?
Nel romanzo il lettore si imbatte in due voci narranti: quella in terza persona di Flora e quella in prima persona di Marina Ivanovna (protagonista di ‘Nebbia a Tangeri’ di Bella Nur). Chi è Marina Ivanovna? Cosa puoi raccontarci di questo personaggio?
Che tipo di esperienza è stato scrivere dando un taglio diverso a queste due voci (Flora e Marina)?
Che tipo di città è Tangeri? Possiamo considerare questa città come uno dei personaggi del romanzo?

Questo e tanto altro abbiamo chiesto a Cristina López Barrio nel corso della puntata

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Il libro

Nebbia a TangeriUn libro, “Nebbia a Tangeri”, e un nome, Paul Dingle, scarabocchiato su un taccuino. Sono gli unici indizi che Flora ha a disposizione per ritrovare l’uomo misterioso che, incontrato per caso in un bar di Madrid, le ha regalato emozioni che credeva sopite per sempre. Perché adesso che lo sconosciuto sembra sparito nel nulla, smettere di desiderarlo è come smettere di respirare: semplicemente impossibile. Così la prudente Flora si lascia tutto alle spalle e parte alla volta di Tangeri, per cercare l’autrice del romanzo e scoprire chi è davvero Paul Dingle, personaggio di carta e insieme protagonista in carne e ossa della notte che le ha stravolto la vita. Coinvolgente, esotico e pieno di svolte inattese, Nebbia a Tangeri è la storia di un doppio amore proibito che si snoda tra passato e presente. Per raccontare, attraverso un romanzo nascosto tra le pagine di un altro romanzo, la vertigine del desiderio e i misteri più profondi del cuore.

Cristina López Barrio è nata a Madrid. Laureata in Legge, ha fatto l’avvocato per tredici anni prima di decidere di dedicarsi unicamente alla scrittura. Il suo La casa degli amori impossibili è stato un successo internazionale pubblicato in 22 paesi. Nebbia a Tangeri, a lungo ai primi posti delle classifiche spagnole, è stato finalista del Premio Planeta 2017.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia e post produzione: Federico Marin

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La colonna sonora della puntata: musiche algerine.

 

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