Archive for giugno, 2015


PIERO MELATI ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 24 giugno 2015 – h. 9:10 circa (e in replica nei seguenti 4 appuntamenti: venerdì alle h. 06:00 e alle h. 13:00, domenica alle h. 06:00, martedì alle h. 00:30)

 

In Fm e in streaming su Radio Hinterland

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È Piero Melati l’ospite della puntata di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 24 giugno 2015. Con Piero Melati discutiamo del suo libro (scritto a quattro mani con Francesco Vitale) intitolato “Vivi da Morire” (Bompiani) e delle tematiche.

Nella seconda parte della puntata, una lettura del testo.

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Vivi da morireVivi da morire” di Piero Melati e Francesco Vitale (Bompiani)

Palermo, a metà degli anni ’80, è una città abitata dalla violenza, dove l’unico principio ordinante è la legge del sangue di mafia. Dall’estate dell’85, nelle strade cominciano a cadere giusti diventati scomodi, come il poliziotto Ninni Cassarà e il giornalista Mauro Rostagno, vittime ignare come il giovanissimo Gianmatteo Sole, industriali come il presidente del Palermo calcio Roberto Parisi, che coltivava il suo sogno sportivo. In una città che ride per le battute in tv di Franco e Ciccio, all’ombra dei lavori per il nuovo stadio, altri innocenti si aggiungono alla lista nera: a dare voce a tutti loro è il “cuntaru” per eccellenza, il cantastorie Colapesce. In equilibrio tra favola e inchiesta, e tra un castello e uno stadio, Vivi da morire racconta di eroi conosciuti e persone dimenticate, storie di mafia e coraggio, di lacrime e della forza di un sorriso, da leggere come un’appassionante ballata civile, che rivela ai genitori e ai figli dell’Italia di oggi come la Sicilia fu l’incubatrice e il laboratorio di tutti i mali di una nazione, e delle sue più grandi speranze.

Piero Melati è nato a Palermo. È viceredattore capo del “Venerdì di Repubblica” e si occupa di attualità e cultura. Ha seguito per il giornale “L’Ora” di Palermo la guerra di mafia e il primo Maxiprocesso a Cosa Nostra. Con “Repubblica” ha aperto le redazioni locali di Napoli e Palermo ed è stato viceredattore capo della cronaca di Roma.

Francesco Vitale è nato a Palermo. Ha cominciato la carriera giornalistica negli anni Ottanta al quotidiano “L’Ora” di Palermo. È stato corrispondente per “l’Unità” dal capoluogo siciliano. Nel 1992 è passato in Rai, al Tg2, dove ricopre il ruolo di inviato speciale dal 1993.Per uest’ultima testata ha seguito i più importanti eventi nazionali e internazionali: dai fatti di mafia alle grandi emergenze. È stato inviato in Iraq e in Afghanistan. È autore di numerose inchieste per “Tg2 Dossier”.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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La colonna sonora della puntata è composta dai seguenti brani musicali: “Esercito Silente” di Carmen Consoli; “Camarillo Brillo” di Frank Zappa; “Man in Black” di Johnny Cash; “Minchia signor tenente” di Giorgio Faletti

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MAURIZIO DE GIOVANNI ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 17 giugno 2015 – nella seconda parte della puntata ci occupiamo di : “Tutta la luce che non vediamo” di Anthony Doerr – h. 9:10 circa (e in replica nei seguenti 4 appuntamenti: venerdì alle h. 06:00 e alle h. 13:00, domenica alle h. 06:00, martedì alle h. 00:30)


 

In Fm e in streaming su Radio Hinterland

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È Maurizio de Giovanni l’ospite della puntata di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 17 giugno 2015 (la puntata è già ascoltabile online cliccando sul pulsante audio)

Con Maurizio de Giovanni discutiamo del suo nuovo romanzo intitolato Il resto della settimana” (Rizzoli) e delle tematiche a esso connesse (tra cui quelle legate al gioco del calcio… ma non solo)

Nella seconda parte della puntata ci occupiamo del romanzo di Anthony Doerr, intitolato “Tutta la luce che non vediamo” (Rizzoli), vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa, anche attraverso una lettura delle prime pagine del libro.

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Il resto della settimana“Il resto della settimana” di Maurizio de Giovanni (Rizzoli)

Il bar di Peppe è un minuscolo porto di mare nel ventre di Napoli. Uno di quei bar accoglienti e familiari, sempre uguali a se stessi, dove sfogliatelle e caffè sono una scusa per chiacchierare, sfogarsi, litigare e fare pace. Inferno o paradiso, dipende dal momento. Ma più di ogni altra cosa è il luogo ideale dove prepararsi all’Evento, quello che la domenica pomeriggio mette tutti d’accordo intorno a un’unica incontrollata passione. Alla cassa del bar c’è Deborah – rigorosamente con l’acca, ostentata come un titolo nobiliare – che parla al cellulare sempre incastrato tra spalla e testa, mentre Ciccillo, il tuttofare di origine asiatica, è ovunque perché non si ferma mai. A uno dei tavolini siede invece il Professore, attento osservatore dei sentimenti umani, che a un passo dalla pensione ha deciso di scrivere un libro facile facile, che sappia parlare a tutti. Già, ma quale argomento può raggiungere il cuore e l’anima della gente? La risposta è sotto i suoi occhi, nella trepida attesa dell’Evento. Il resto della settimana è un vero romanzo sudamericano: è gioia e nostalgia, è la poesia di un sogno, è la celebrazione di un gioco. È un diario dell’emozione che uomini e donne vivono giorno dopo giorno, e che calamita ricordi, ossessioni e amori. È come il caffè napoletano, una sintesi perfetta di gusto ed energia: ti colpisce forte e ti dà il coraggio per affrontare le avversità della vita, fuori dal bar.

Maurizio de Giovanni è nato nel 1958 a Napoli ed è visceralmente tifoso della squadra di calcio della sua città. È autore di racconti e opere teatrali, oltre che di due fortunatissime serie gialle che hanno per protagonisti il commissario Ricciardi e i Bastardi di Pizzofalcone; entrambe diventeranno presto fiction televisive. I suoi romanzi sono tradotti o in corso di traduzione nelle principali lingue.

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Tutta la luce  che non vediamo“Tutta la luce che non vediamo” di Anthony Doerr (Rizzoli)PREMIO PULITZER 2015 PER LA LETTERATURA

È il 1934, a Parigi, quando Marie-Laure, una bambina di sei anni con i capelli rossi e il viso pieno di lentiggini, scopre di essere destinata alla cecità per il resto della vita. Ne ha dodici quando i nazisti occupano la città, costringendo lei e il padre a trovare rifugio tra le mura di Saint-Malo, in Bretagna, nella casa sul mare del prozio. Attraverso le imposte azzurre sempre chiuse, perché così impone la guerra, le arriva fragorosa l’eco delle onde che si infrangono contro i bastioni. Qui, Marie-Laure dovrà affrontare una nuova oscurità. La stessa in cui, in un orfanotrofio della Germania nazista, vive Werner, un ragazzino con i capelli candidi come la neve e una curiosità esuberante per il mondo. Quando per caso mette le mani su una vecchia radio, scopre di avere un talento naturale nel costruire e riparare lo strumento di guerra più strategico, un dono che si trasformerà nel suo lasciapassare per accedere all’accademia della Gioventù hitleriana e poi partire in missione per localizzare i partigiani. Sempre più conscio del costo in vite umane che hanno le sue azioni, Werner si addentra nel cuore del conflitto. Due mesi dopo il D-Day che ha liberato la Francia, ma non ancora la cittadina fortificata di Saint-Malo, i destini opposti di Werner e Marie-Laure convergono e si sfiorano in una limpida bolla di luce. Lirico, potente, malinconico, squarciato da improvvise speranze, il romanzo di Doerr è un ponte gettato oltre lo smarrimento che accomuna tutti, una delicata partitura che ci sussurra come, contro ogni avversità, viviamo alla ricerca di un gesto luminoso che ci avvicini agli altri.

Anthony Doerr è nato a Cleveland, il 27 ottobre 1953. La sua prima pubblicazione è stata una raccolta di racconti brevi, “The Shell Collector” (2002), ambientati perlopiù in Africa o Nuova Zelanda, dove Doerr ha vissuto e lavorato. Un ulteriore raccolta di racconti, “Memory Wall”, è stata pubblicata nel 2010. Il suo primo romanzo si intitola “About Grace”, ed è stato dato alle stampe nel 2004. Doerr ha anche pubblicato un libro di memorie (Four Seasons in Rome: On Twins, Insomnia and the Biggest Funeral in the History of the World), pubblicato nel 2007. Il suo secondo romanzo, “Tutta la luce che non vediamo” (All the Light We Cannot See), ambientato nella Francia occupata durante la Seconda Guerra Mondiale è stato pubblicato nel 2014. “Tutta la luce che non vediamo” ha ottenuto un significativo successo di critica, giungendo finalista ai National Book Award per la narrativa. Il libro è diventato uno dei bestseller del New York Times, che lo ha inserito nella top ten dei libri pubblicati nel 2014. Nel 2015 ha inoltre vinto il Premio Pulitzer per la narrativa.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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La colonna sonora della puntata è composta dai seguenti brani musicali: “È Goal!” di Edoardo Bennato; “Napule è” di Pino Daniele; “The Post War Dream” dei Pink Floyd.

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MAURIZIO TORCHIO ospite di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 2 giugno 2015 – nella seconda parte della puntata ci occupiamo di : “PERFIDIA” di James Ellroy


 

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È Maurizio Torchio l’ospite della puntata di “Letteratitudine in Fm” di mercoledì 2 giugno 2015 (la puntata è già ascoltabile online cliccando sul pulsante audio)

Con Maurizio Torchio discutiamo del suon nuovo romanzo intitolato “Cattivi” (Einaudi) e delle tematiche a esso connesse (in primis quelle legate al carcere)

Nella seconda parte della puntata ci occupiamo del nuovo romanzo di James Ellory, intitolato “Perfidia” (Einaudi), anche attraverso una lettura delle prime pagine del libro

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Cattivi“Cattivi” di Maurizio Torchio (Einaudi)
«La cella è lunga quattro passi e larga un paio di braccia tese. Se mi alzo in punta di piedi tocco il soffitto. È uno spazio a misura d’uomo. A misura mia».

Quello che scorre in cella d’isolamento è un tempo puro, svuotato di eventi. Tanto da far sembrare i giorni di chi può vedere la luce del sole – seppure attraverso le sbarre – come un luogo di libertà, fantasticato per sentito dire. Il mondo di fuori è piú evanescente ancora, piú irreale del passato, o dei sogni. Cresce allora la tentazione di chiamare il carcere casa, e farlo abitare dai ricordi: «Se ti svegli con il batticuore, per fortuna la prigione è lí che ti aspetta. Ti tiene sollevato, separato da terra, inchiodato con la branda nel muro. Sente i tuoi movimenti. Mentre dormi, la prigione trattiene il fiato per ascoltare il tuo respiro». L’orizzonte si restringe un istante dopo l’altro, ma anche i desideri cambiano forma: l’amore per chi si prende cura di te – non importa quanto crudelmente – dà l’innesco a una Sindrome di Stoccolma universale. Un incrocio di solitudini che accomuna carcerati e carcerieri, fino a estendersi all’intera prigione, compreso chi è apparentemente escluso da ogni società e gerarchia. Cattivi è un romanzo di parole e sentimenti compressi, storpiati dalle cattività che li restringono. Ma anche una storia di sopravvivenza in condizioni estreme. Dando fiato a una voce che finisce per diventare l’essenza stessa della reclusione, Maurizio Torchio è riuscito nel miracolo di descrivere, senza mai giudicare, i fili invisibili che legano carnefici e vittime. Il cibo, il sesso, i rumori, l’attaccamento appassionato agli oggetti, servono a parlare di ogni spazio chiuso. A raccontare ogni attesa vana, ogni dolore ripetuto che nella ripetizione trova un balsamo. Fino all’ostinata irragionevole speranza nel dopo, perché «tutta la vita non consumata dev’essersi conservata, in qualche modo, da qualche parte. Dovrà arrivare. Non può essere evaporata semplicemente passeggiando, dormendo».

Maurizio Torchio è nato a Torino nel 1970. Ha pubblicato la raccolta di racconti Tecnologie affettive (Sironi 2004) e i romanzi Piccoli animali (Einaudi, 2009) e Cattivi (Einaudi, 2015). Il suo sito è www.mauriziotorchio.it

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Perfidia“Perfidia” di James Ellroy (Einaudi)
7 dicembre 1941. Il Giappone ha bombardato Pearl Harbor. Gli Stati Uniti sono a un passo dalla guerra e a Los Angeles scatta un’ondata di arresti. I cittadini nipponici sospettabili di alto tradimento finiscono dietro le sbarre. La bandiera dell’odio razziale sventola alta, perciò nessuno dovrebbe preoccuparsi quando i quattro membri di una famiglia giapponese vengono trovati morti dentro casa, tanto piú che potrebbe trattarsi di un suicidio rituale. Le indagini, però, partono ugualmente: proprio perché ci si prepara a distruggere e depredare una delle comunità straniere piú ricche e integrate della California, è necessario mostrarsi irreprensibili. Ellroy racconta con lucida ferocia ventitre giorni tra i piú drammatici della storia americana, chiamando in scena una folla di personaggi che i suoi lettori hanno già imparato ad amare o a odiare senza mezze misure: dal sergente Dudley Smith all’infiltrata Kay Lake; dagli sbirri Lee Blanchard e Buzz Meeks al gangster ebreo Mickey Cohen. Tutti di qualche anno piú giovani rispetto ai tempi di Dalia nera e L.A. Confidential, ma già immersi fino al collo in quell’intrico di verità e menzogna, idealismo e violenza dentro il quale batte il cuore nero dell’America.

James Ellroy è uno dei piú grandi autori di crime degli ultimi trent’anni e una delle voci piú originali e potenti della letteratura americana contemporanea. Tra le sue opere maggiori, la quadrilogia di Los Angeles (Dalia Nera, Il grande nulla, L.A. Confidential e White Jazz) e la trilogia «Underworld USA» (American Tabloid, Sei pezzi da mille, Il sangue è randagio), oltre al memoir I miei luoghi oscuri. Nel 2013 Einaudi Stile Libero ha pubblicato Ricatto e, nel 2014, La Dalia Nera (graphic novel ispirato al romanzo di Ellroy e adattato da Matz e David Fincher, con i disegni di Miles Hyman). Con Perfidia (Einaudi Stile Libero 2015) inaugura un nuovo Quartetto di Los Angeles, ambientato in California negli anni di Pearl Harbour.

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trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia: Federico Marin

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La colonna sonora della puntata è composta dai seguenti brani musicali: “Jailhouse Rock” dei Blues Brothers; “Ghosts On Magnetic Tape” dei Bass Communion; “Don Raffaè” di Fabrizio De Andrè.

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